Caso Patrick Zaki, l’immagine dello studente egiziano proiettata su Palazzo Pretorio

Da ieri sera e fino a domenica 25 aprile, su Palazzo Pretorio viene proiettata l’immagine di Patrick Zaki, il ricercatore attivista egiziano, studente all’Università di Bologna, che dall’8 febbraio 2020 si trova in detenzione preventiva in Egitto e rischia 25 anni di carcere. Zaki è detenuto per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media.

“L’iniziativa promossa dall’ufficio di presidenza del Consiglio comunale, in collaborazione con Amnesty International, intende mantenere accesa la luce sulla situazione di Zaki anche in seguito alle recenti questioni che lo hanno visto protagonista sia nei passaggi che riguardano il suo processo in Egitto sia per la concessione della cittadinanza italiana” spiega il presidente del Consiglio comunale, Gabriele Alberti. “Seguiamo da sempre la vicenda di Zaki e questo è un segnale di vicinanza”.

Anche l’assessore alle pari Opportunità Ilaria Santi interviene e dichiara: “Questo gesto va in continuità con tutto quello che da sempre come Amministrazione abbiamo fatto per la drammatica vicenda di Giulio Regeni. Ogni iniziativa è valida se serve a porre l’attenzione, a ricordare, a far conoscere”.

“Il governo italiano dovrebbe finalmente cogliere l’urgenza della situazione. C’è una cosa che potrebbe fare subito: convocare l’ambasciatore egiziano a Roma, esprimendogli la propria protesta per la continua detenzione senza processo di Patrick Zaki e spiegando che la sua storia la sente come una storia italiana. Non c’è bisogno di aspettare i tempi lunghi e di superare il percorso tortuoso della cittadinanza italiana per farlo” così precisa Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

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