Discepoli dell’Annunciazione, chiesta l’archiviazione per 10 indagati accusati di violenza sessuale

La Procura di Prato ha chiesto l’archiviazione di 10 indagati per i presunti abusi sessuali all’interno della ex comunità dei Discepoli dell’Annunciazione. Si tratta di coloro che erano stati accusati da un giovane pratese, oggi 22enne, il quale a distanza di 10 anni dai fatti, un anno e mezzo fa, aveva denunciato gli eventi traumatici, fra cui presunte violenze sessuali di gruppo. Eventi la cui memoria sarebbe riaffiorata in lui grazie ad un percorso psicoterapeutico con tecniche EMDR, di desensibilizzazione e riprocessamento tramite movimenti oculari, una metodica che punta a facilitare il meccanismo di autoguarigione nel paziente, stimolando l’elaborazione delle informazioni nel suo cervello. Il giovane, sentito negli scorsi mesi dagli inquirenti, è stato sottoposto a consulenza psichiatrica, per valutarne l’attendibilità. L’esito degli accertamenti, assieme ad altre indagini (fra cui l’audizione di tanti altri giovani che negli anni si erano avvicinati alla comunità), hanno spinto la Procura a chiedere l’archiviazione dei 10 indagati. La richiesta è stata trasmessa al legale del ragazzo, l’avvocato Massimiliano Palena, che da codice di procedura penale ha 20 giorni per presentare un’eventuale opposizione.

Diversa la sorte processuale per altri due indagati: il fondatore dell’associazione di fedeli, don Giglio Gilioli e un altro ex esponente dei Discepoli (un laico che non ha mai preso i voti). Ciascuno dei due è accusato, dal fratello maggiore del primo denunciante, di due approcci sessuali indesiderati che il ragazzo, oggi 29enne, avrebbe subito negli anni dal 2008 al 2012. Anche in questo casi i ricordi dei presunti abusi sono riaffiorati dopo sedute psicanalitiche con tecnica EMDR. Il giovane, sentito nei mesi scorsi con la modalità dell’incidente probatorio, è ritenuto attendibile dalla Procura che è intenzionata a chiedere il rinvio a giudizio di Giglioli e dell’altro indagato. Proprio ieri si è svolta l’udienza preliminare, nella quale sono stati ammessi a parte civile il giovane che ha denunciato gli abusi e i suoi genitori.
Ha chiesto di costituirsi parte civile anche l’associazione “Rete abuso” di Savona. Una richiesta contro la quale i legali dei due indagati, gli avvocati Carlotta Taiti e Cristina Menichetti, hanno preannunciato di sollevare obiezione, nel corso della prossima udienza, fissata a luglio.

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