Tari, Confcommercio e gli imprenditori del terziario chiedono l’azzeramento della tassa: “Le imprese chiuse non possono aver prodotto rifiuti” VIDEO

Azzeramento della Tari per il 2021. E’ quanto chiedono a gran voce gli imprenditori del terziario, che questa mattina hanno partecipato alla manifestazione “Zero Rifiuti. Zero Tasse” promossa da Confcommercio.  L’economia del terzo settore sta vivendo una delle crisi più gravi del secondo dopoguerra, intere filiere sono ferme da mesi, ma i costi fissi in capo alle imprese non accennano a scendere. Tra queste la Tari, l’imposta sullo smaltimento dei rifiuti, che rappresenta ancora un peso importante nei bilanci aziendali, nonostante le imprese siano ferme e non lavorino.

Ecco che stamani una settantina di imprenditori del terziario, con i sacchetti dei rifiuti vuoti in mano, si sono ritrovati in piazza del Comune, per chiedere l’azzeramento della Tari per i periodi di sospensione delle attività, e Tari al ribasso per tutte quelle aziende che subiscono consistenti limitazioni dagli stessi provvedimenti. “Le imprese non possono pagare un servizio del quale, in quanto chiuse, non usufruiscono, se non in minima parte – spiega Confcommercio -. La Tari, calcolata sulla base della superficie dell’attività e non dei rifiuti effettivamente prodotti, non ha senso di esistere. Per questo chiediamo il suo azzeramento per il 2021. Altrimenti sarà indispensabile trovare altre soluzioni che diano respiro alle imprese in un momento così delicato”.

Ascolta le interviste ad alcuni imprenditori

In assenza di un accoglimento delle istanze di azzeramento della Tari, Confcommercio ribadisce che si adopererà per assistere le imprese nel passaggio dal gestore pubblico a quello privato alla scadenza del 31 maggio 2021. “Il Decreto Sostegni fissa al 31 maggio i termini entro cui le utenze non domestiche possono comunicare al Comune la disdetta del servizio pubblico di ritiro e smaltimento dei rifiuti urbani per almeno 5 anni, dimostrando di conferirli al recupero tramite un ente terzo specializzato. “L’ARERA, l’autorità che ha assunto funzioni di regolazione e controllo in materia di rifiuti urbani, aveva stabilito che nel corso del 2020 sarebbe dovuta diventare operativa l’adozione del Metodo tariffario Rifiuti (MTR) incentrato sulla trasparenza e sull’efficienza dei costi del servizio di raccolta dei rifiuti urbani, che avrebbe dovuto generare un abbattimento delle tariffe – spiega Confcommercio -. Ma, nella realtà, così non è stato. Sulla base di questo quadro legislativo Confcommercio si è mossa nell’individuazione di soggetti terzi certificati che possano sostituire il gestore pubblico nello svolgimento del recupero dei rifiuti urbani. In assenza di un celere accoglimento delle istanze di azzeramento della TARI per l’anno 2021, Confcommercio Pistoia Prato si adopererà per assistere le imprese nel passaggio dal gestore pubblico a quello privato alla scadenza del 31 maggio”.

Confcommercio ribadisce inoltre che “Se in virtù del passaggio delle aziende dal gestore pubblico a quello privato l’amministrazione comunale dovesse riparametrare le tariffe in modo da scaricare su chi rimarrà nel servizio o sulla parte fissa della Tariffa il maggior onere derivante dai mancati introiti di chi avrà abbandonato il servizio, facciamo presente di aver già commissionato ai nostri legali la verifica della legittimità dei regolamenti TARI per predisporne l’impugnativa davanti al TAR Toscana a partire dal mese di luglio 2021. Chiediamo azioni concrete che sostengano le aziende nell’affrontare la grave crisi che stanno vivendo. Non possono essere sempre loro a pagarne il prezzo”.

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