Trapiantato di cuore muore in ospedale per Covid a 67 anni: aveva ricevuto solo una dose di vaccino. La moglie chiede giustizia: “Una tragedia che si poteva evitare” VIDEO

Tre sacchetti con all’interno pochi oggetti. Ecco quel che rimane di Roberto Camuso, originario di Avellino ma pratese d’adozione, morto per Covid all’ospedale Santo Stefano nella notte tra sabato 1 e domenica 2 maggio. Roberto – sostiene la moglie e compagna di una vita, Daniela Luchetti – forse poteva salvarsi da quel nemico invisibile, se solo gli fosse stata garantita la copertura vaccinale completa, e con largo anticipo, in quanto soggetto super fragile. 67 anni, ex malato oncologico e diabetico, Roberto aveva subito un trapianto di cuore nel gennaio 2020, poco prima dello scoppio della pandemia. Una rinascita a metà, minacciata dalla paura di contrarre il Coronavirus ma vissuta comunque con entusiasmo e gratitudine insieme ai tre figli conviventi: una ragazza disabile di 36 anni (vaccinata in un centro diurno), un’altra di 21 anni e un ragazzo di 34, questi ultimi non immunizzati. La prima somministrazione del siero Pfizer per Roberto, insieme alla moglie Daniela (anche lei ex malata oncologica e affetta da obesità) è arrivata a domicilio solo il 6 aprile. Troppo tardi: un collega del figlio nel frattempo era risultato positivo. Poco dopo, la scoperta che il virus era già entrato nella loro casa e li aveva attaccati tutti. Servizio di Giulia Ghizzani.

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