Nove evasori totali e 5 milioni di IVA evasa: il bilancio della Guardia di Finanza, che ha scoperto anche 5 furbetti del reddito di cittadinanza

Nove evasori totali e due evasori paratotali scoperti, 13 milioni di euro di base imponibile sottratta ad imposizione fiscale, con un’evasione di oltre 5 milioni di IVA. E ancora: 7 datori di lavoro denunciati per reati fiscali e ben 111 lavoratori in nero scoperti e 96 irregolari. Ma anche 5 furbetti del reddito di cittadinanza denunciati, per aver indebitamente riscosso il sussidio. Così come ha tentato di fare in pieno lockdown un centro elaborazione dati cittadino, i cui due titolari avevano richiesto l’accesso al Fondo di integrazione salariale (Fis) per i propri dipendenti, malgrado 10 di loro avessero continuato a prestare la loro attività lavorativa, in ufficio o a casa, ricevendo la normale retribuzione sebbene nella loro busta paga risultasse un importo ridotto.
Sono alcuni degli interventi in materia di lotta all’evasione, alle frodi fiscali e alla tutela della spesa pubblica da parte della Guardia di Finanza di Prato nel corso del 2020. Il bilancio dell’attività è stato stilato in occasione del 247° anniversario di fondazione del Corpo, celebrato con una sobria cerimonia presso il comando di via Ferrucci, alla presenza del comandante provinciale Massimo Licciardello e del prefetto Adriana Cogode.
Un anno, lo scorso, caratterizzato dall’emergenza pandemica, che ha visto i finanzieri impegnati su più fronti, concentrando le proprie attività sugli illeciti maggiormente lesivi degli interessi erariali e delle regole della concorrenza, e sugli illeciti correlati alla contingenza sanitaria.
Nell’ambito dell’operazione Giochessa, i finanzieri hanno scoperto gli illeciti di un’azienda cinese di Prato e di altre due operati nella provincia di Firenze, che si erano aggiudicate commesse da Stato e Regione per fornire 93 milioni di mascherine; forniture che erano irregolarmente state subappaltate a una trentina di ditte individuali cinesi accomunate da lavoro nero, manodopera clandestina (93 gli operai cinesi trovati nei laboratori), violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Tra le altre contestazioni, la mancata conformità di parte delle mascherine (sono stati ben 18 milioni gli articoli sequestrati).

Nei giorni scorsi, per questa inchiesta, il Tribunale di Prato ha accolto la richiesta di patteggiamento sia dei titolari dell’azienda a conduzione cinese che si era aggiudicata la maxi-commessa, sia dei confezionisti a cui la ditta aveva dato la produzione in subappalto, in violazione del contratto; i giudici hanno inoltre disposto la restituzione di 2 milioni di euro circa ad Estar, l’Ente di supporto tecnico regionale, che si occupa delle forniture sanitarie.

Ha di recente avuto sviluppi giudiziari anche l’operazione Golden Wood, che, sotto l’egida della DDA, ha consentito di sgominare un’associazione a delinquere operante a Prato e nel palermitano, dedita – tramite 33 imprese attive nel commercio di pallets – al riciclaggio di oltre 40 milioni di euro provento degli affari criminali di una potente cosca mafiosa di Palermo, e di circa 50 milioni di euro frutto di fatturazioni per operazioni inesistenti. Di recente l’autorità giudiziaria ha disposto la confisca di beni mobili ed immobili facenti parte del patrimonio dei soggetti coinvolti, per un importo pari a 2 milioni di euro; sono state inoltre inflitte ad alcuni degli imputati condanne per oltre 44 anni di reclusione, l’interdizione dai pubblici uffici per 6 persone, in un caso perpetua.

Tra le altre operazioni sviluppate dal nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Prato, c’è l’indagine Gagaro, che ha consentito di scoprire un imponente giro di frodi carosello e fatture per operazioni inesistenti. Nel 2020 il gip ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni per un totale di 3,9 milioni di euro.

Sul fronte dei controlli legati al rispetto delle misure anti-Covid, sono state oltre 4.100 le persone controllate dai finanzieri pratesi, con 12 persone denunciate e 125 sanzionate. Sette le aziende multate per inosservanza dei provvedimenti di chiusura forzata legata alle restrizioni Covid.
I controlli del territorio hanno portato anche al sequestro di 200.000 articoli contraffatti e di un carico di 77 chili di marjuana pronto per essere spedito in Gran Bretagna e nei Paesi Bassi, per il quale sono stati arrestati due cittadini cinesi. Sequestrate anche 4 tonnellate di scarti tessili di lavorazione, con 4 denunciati.

La Guardia di Finanza di Prato ha avuto un occhio di attenzione anche alla solidarietà, in un periodo, quello del Covid, che ha messo a dura prova la tenuta sociale della nostra provincia. Il Comando di Prato è stato promotore di iniziative di raccolta fondi che hanno consentito l’acquisto di alcune tonnellate di generi alimentari di prima necessità, messi a disposizione della Caritas, cui sono stati inoltre devoluti circa 3.000 capi di abbigliamento sottratti al mercato illegale nel corso di alcune operazioni di polizia.

Commenti

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*