Vertenza Top Line, accordo per la stabilizzazione di 42 dipendenti presso la Iron&Logistics. Il Si Cobas: “La lotta paga”

Il Si Cobas, la GD Srl e la Iron&Logistics Srl hanno siglato un accordo che risolve positivamente la vertenza, in atto alcune settimane, dei dipendenti in appalto della TopLine. Lo rendono noto il sindacato e le due società.

“In seguito allo stato di agitazione sindacale – scrivono in una nota congiunta le parti – la GD Srl aveva recesso il contratto di appalto con la TopLine per effettuare i dovuti controlli e nel frattempo per rivolgersi ad altra struttura logistica più precisamente la Iron&Logistics. Il sindacato come di prassi aveva richiesto l’attivazione dell’Unità di Crisi della Regione Toscana e fatto appello a tutti i committenti per una soluzione positiva della vertenza che garantisse i livelli occupazionali dei 42 dipendenti. Grazie allo sforzo di tutti i soggetti si è raggiunto un accordo che prevede il ricollocamento dei 42 dipendenti della TopLine presso la stessa Iron&Logistics – azienda primaria del settore che garantisce il rispetto del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro – come dipendenti diretti della società e non più come lavoratori in appalto. I lavoratori inizieranno già da oggi a prestare servizio. Con l’accordo viene raggiunto anche l’obiettivo della stabilizzazione a tempo indeterminato e tempo pieno per tutti i lavoratori.
La Iron&Logistics si impegna a garantire il rispetto del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e ad effettuare periodiche verifiche con il sindacato”.
Il sindacato con la sottoscrizione dell’accordo, dopo quattro giorni di presidio ai cancelli, ha chiuso lo stato di agitazione e richiesto la chiusura dell’Unità di Crisi, per la quale era stata interpellata la Regione Toscana.

“L’accordo raggiunto – commenta in una nota il Si Cobas – è un risultato importante non solo perché garantisce il rispetto del contratto nazionale e supera condizioni di vero e proprio sfruttamento. Ma soprattutto perché interviene ad “accorciare” la lunga catena di appalti e subappalti dove troppo spesso scompaiono diritti e dignità del lavoro. I lavoratori non saranno più lavoratori in appalto, ma dipendenti diretti. Non ci saranno più precari, ma saranno tutti assunti a tempo indeterminato. Non ci saranno più finti part-time, ma solo contratti a tempo pieno. La sindacalizzazione ed il protagonismo dei lavoratori, anche attraverso scioperi e picchetti, si conferma un elemento irrinunciabile per cambiare questo distretto. A chi dai palazzi continua ad attaccare il Si Cobas sostenendo che “con gli scioperi non si risolve nulla” ed altre vere e proprie panzanate, noi continuiamo a rispondere con i fatti che dimostrano il contrario. La realtà è che grazie alla lotta sempre più lavoratori stanno riconquistando i diritti loro negati in questo distretto. Sindacalizzazione, scioperi e controlli degli enti ispettivi devono continuare a procedere in sinergia nello sforzo comune di combattere l’illegalità nel distretto. E la politica? Speriamo non resti a guardare e riconosca che il problema di questa città non è il Si Cobas – nè i lavoratori che ad esso hanno liberamente scelto di associarsi – bensì lo sfruttamento” conclude il Si Cobas Prato.

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