Inaugurato il primo lotto della fognatura industriale, servirà 23 aziende del Macrolotto Uno. “E’ il primo passo per avere tariffe più basse”

E’ realtà il primo lotto della fognatura industriale di Prato. Stiamo parlando di un tratto di rete di 7 chilometri che convoglia verso gli impianti di depurazione di Gida gli scarichi della rete fognaria di 23 aziende del Macrolotto Uno, che da sole generano poco meno di un terzo delle acque di scarico industriali del territorio pratese.
Oggi c’è stato il taglio del nastro dell’opera, i cui lavori si sono conclusi ad aprile, per poi entrare in funzione dopo avere superato i primi mesi di test. L’investimento è stato di cinque milioni di euro ed è stato sostenuto dal consorzio Progetto Acqua.

“E’ facile immaginare quanto sia oneroso portare avanti un’opera del genere in questi tempi che per il settore tessile sono i peggiori da decenni – commenta il presidente del Consorzio Progetto Acqua Ivo Vignali, che era accompagnato anche dal vicepresidente Fabio Reali -. Tuttavia, nonostante gli ostacoli che abbiamo incontrato, siamo andati avanti e oggi il primo lotto della fognatura industriale è già in attività. Voglio ricordare i motivi per i quali come imprese private ci siamo accollati un’opera del genere che, almeno con queste caratteristiche e dimensioni, non ci risulta avere precedenti in Italia. In primo luogo, il sistema fognario pratese è sottodimensionato, con conseguenti problemi: realizzando però una rete fognaria dedicata alle industrie, la fognatura originaria rimarrà essenzialmente dedicata agli scarichi civili, con forte alleggerimento della sua portata e con una drastica riduzione degli investimenti pubblici per il suo adeguamento, parte dei quali sono stati messi a disposizione per questa nostra opera. Ma questa operazione consentirà alle imprese, in prospettiva futura, anche di svincolarsi dalle tariffe fissate per gli scarichi nella fognatura pubblica: l’ammontare attuale di 0,60 euro a metro cubo è infatti mediamente il doppio di quella praticata da molti gestori italiani”.

Con questa infrastruttura, quindi, vengono divisi gli scarichi civili da quelli industriali di Prato, risolvendo pure il problema dei momenti di sovraccarico di conferimenti nella rete fognaria pratese. Gli altri lotti di fognatura industriale riguarderanno Montemurlo, il Macrolotto Due e il Macrolotto Zero. La rete avrà una estensione totale di 50 chilometri e costerà 40 milioni di euro.

“E’ una giornata importante per Prato, perché per la prima volta le acque industriali avranno una loro fognatura e saranno separate dalle acque civili. Un passo avanti fondamentale per rendere più efficiente il sistema, nella direzione di una maggiore sostenibilità ambientale e del rispetto del territorio – spiega il presidente di Gida Alessandro Brogi -. Quando gli altri lotti della fognatura industriale saranno completati questa sarà un’opera in grado di migliorare tutta la gestione delle risorse idriche del comprensorio pratese”.

Presenti anche il sindaco Biffoni e il presidente di Confindustria Toscana Nord, Daniele Matteini. “Questo investimento da parte degli imprenditori segna un passo importante per la città, rendendo il sistema di gestione delle acque ancora più efficace, sostenibile e capace di rispondere al meglio a tutte le esigenze del territorio – sottolinea Biffoni -. Con questa infrastruttura il distretto pratese dimostra la capacità di guardare con lungimiranza alle esigenze del mondo produttivo e al rispetto della comunità tutta, tenendo insieme sviluppo economico e ambiente”. “Quello che stanno facendo i colleghi del Consorzio Progetto Acqua finanziando la fognatura industriale è un atto di straordinario valore, di cui beneficerà l’intera comunità pratese – afferma Matteini -. Un problema annoso e mai risolto come quello dell’inadeguatezza della rete fognaria di Prato trova in prospettiva una soluzione almeno parziale grazie all’impegno economico delle imprese. Un impegno che scaturisce anche dal disagio di essere sottoposti a tariffe di fognatura molto onerose. Le vicende legate agli scarichi idrici e alla depurazione sono emblematiche di una realtà tanto inoppugnabile quanto troppo spesso ignorata: ogni problema, ogni atto mancato, ogni errore che investe ambiti basilari come questo delle acque ha effetti ambientali ed economici su tutto e su tutti. Vale per gli scarichi idrici come per i liquami da fosse settiche e per altri materiali: esigenze delle imprese e del civile si intersecano le une con le altre ed entrambe esigono estrema attenzione a come si fanno le regole, a come si applicano e in generale all’impostazione che si dà alle politiche ambientali”.

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