5 Novembre 2021

Indennità percepite illegalmente dai confezionisti occulti: il nuovo filone dell’inchiesta Permessi facili

Intanto il Tribunale del Riesame si è espresso sulle misure cautelari a cui sono sottoposti 8 degli indagati


Restano rispettivamente ai domiciliari e all’obbligo di dimora Giuseppe Cannatà, dell’omonimo studio contabile, e il commercialista Paolo Santangelo, due dei professionisti indagati nell’ambito dell’inchiesta “Permessi facili”, i quali avevano fatto istanza al Tribunale del Riesame per la revoca delle misure cautelari. Il giudice, accogliendo la richiesta della Procura, ha ritenuto esistenti i gravi indizi di colpevolezza e tuttora vigenti i motivi che hanno portato il gip ad emettere l’ordinanza cautelare.
Ai domiciliari restano anche i coniugi Alessandro Frati e Alessandra Belliti (soci dello sudio Frati & Belliti), Chao Wu (socio dello studio contabile R.W. Srl) e Jiejie Hu detta Jessica, del Centro Elaborazione Dati L.X.
La sorella di quest’ultima, Weijie Hu detta Sara, e Marta Gabbriellini dello studio Cannatà, precedentemente ai domiciliari, da alcuni giorni sono state poste all’obbligo di dimora.
L’inchiesta dalla Guardia di Finanza di Prato ha fatto luce su un sistema collaudato di falsificazione dei presupposti utili ad ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno di decine e decine di cittadini cinesi, attraverso l’intestazione di ditte a prestanome, la registrazione di contratti di lavoro falsi e la predisposizione di buste paga fittizie.
Un sistema che – sempre secondo l’inchiesta della Procura – poteva contare sul ruolo centrale dei professionisti pratesi, ai quali si rivolgevano alcuni intermediari cinesi.

All’attenzione del Tribunale del Riesame, i pubblici ministeri Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, titolari dell’inchiesta, hanno portato nuovi elementi, che potrebbero sfociare in futuro in altri filoni di indagine e ulteriori contestazioni. In particolare è emerso che alcuni dei titolari effettivi delle confezioni, i quali figuravano come dipendenti, avrebbero chiesto e ottenuto dall’Inps delle somme a titolo di indennità di disoccupazione e cassa integrazione Covid. Somme, cui non avrebbero avuto diritto. Ma la “schermatura” dei confezionisti cinesi, nascosti dietro prestanome compiacenti, era funzionale anche ad altri illeciti. Gli imprenditori occulti di una confezione coinvolta nell’inchiesta sui permessi di soggiorno facili, sono ad esempio a processo, in un procedimento distinto, che li vede imputati per sfruttamento lavorativo.

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