4 Aprile 2022

Monitor dei distretti: l’export toscano arriva ai livelli pre pandemia, ma il tessile di Prato ancora no

Pur migliorando nettamente rispetto al 2020, il valore complessivo paga ancora un 5% in meno rispetto al 2019


Nel 2021 le esportazioni distrettuali toscane, grazie a un rimbalzo del +29%, hanno toccato i 21,2 miliardi di euro ed hanno più che recuperato i livelli pre-Covid superando di oltre 700 milioni il valore del 2019.
Come emerge dal Monitor dei distretti della Toscana, elaborato dalla Direzione studi e ricerche Intesa Sanpaolo, il recupero rispetto al livello pre-crisi è diffuso e anche il sistema moda è riuscito a riportarsi sui livelli del 2019, mostrando andamenti eterogenei tra le specializzazioni distrettuali: crescita importante rispetto al livello pre-crisi per l’oreficeria di Arezzo e recupero per la pelletteria e calzature di Firenze e l’abbigliamento di Empoli, mentre altre specializzazioni che si collocano più a monte della filiera come il tessile e abbigliamento di Prato mostra ancora un ritardo e non ha recuperato il divario con il pre-crisi, facendo segnare quasi il 5% in meno rispetto al 2019.
Nel dettaglio il distretto tessile pratese nel 2021 ha effettuato esportazioni per oltre 2 miliardi di euro di valore, quasi il 17% in più rispetto al 2020, ma come detto con un gap percentuale di 5 punti rispetto al periodo pre-pandemico.

Si confermano positivi i risultati per la filiera agro-alimentare con esportazioni superiori al 2019 in tutti i distretti. Anche il comparto della meccanica si è riportato pienamente sopra i livelli del 2019. Il distretto delle macchine per l’industria tessile di Prato fa segnare un +11,5%.

Gli impatti delle tensioni in corso sono molteplici anche sul commercio internazionale: in termini di esportazioni la Russia e l’Ucraina rappresentano l’1% dell’export distrettuale toscano e circa il 3% dell’export per le macchine per l’industria tessile di Prato.
“Lo scenario – conclude il report – risulta condizionato da elevata incertezza e da importanti incrementi nei prezzi delle materie prime: la competitività delle imprese dipenderà dalla capacità di realizzare strategie volte a selezionare e diversificare i mercati di destinazione e i paesi di provenienza degli input produttivi, accrescere gli investimenti per supportare gli sviluppi della digitalizzazione e l’implementazione dei canali distributivi e garantire una capacità di reazione e una flessibilità sempre crescenti”.

 

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d-l-f-h
d-l-f-h
1 mese fa

Potrebbe essere il caso di far sentire un attimino la propria voce in quel di Roma… La Toscana, regione in assoluto tra le più colpite dalla crisi economica (se non addirittura la più colpita in proporzione in assoluto, di questo non sono sicuro) allo stato attuale vede destinarsi appena 1.051,73 milioni di euro, per fare un esempio, la Calabria, con la metà degli abitanti e minor impatto negativo derivato dalla crisi, potrà contare su 1.419,37, che a livello pro-capite a spanne fa più del doppio. La Puglia con abitanti simili avrà tre volte tanto in senso assoluto, e si potrebbe andare avanti tanto che l’unica altra regione maltrattata quanto noi pare essere il Piemonte. Link sotto se qualcuno fosse curioso. https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/21_dicembre_22/pnrr-toscana-solo-dodicesima-italia-cosi-governo-ci-mette-difficolta-2c028fc2-62ac-11ec-9c8c-1ee53e975bed.shtml

Se la situazione regionale è la suddetta, a livello cittadino la tragedia si moltiplica, tanto che per ora ci arriveranno poco più di una decina di milioni (dato che per l’hub 18 su 20 ce li metterebbe Alia) e non voglio tediare troppo che ho già scritto un bel po’. Un’ultima riflessione, vero è che si tratta per ora solo della prima tranche, ma altrettanto vero è che i lavori richiedono tempo, e siamo pur sempre una città in cui ad esempio il parco centrale, progetto del 2016 ancora non ha visto la posa nemmeno della prima pietra (se si può dire per un parco), oppure in cui un ditta che vince la gara per costruire la famosa passerella di Nio sulla declassata nel 2019, tre anni dopo candidamente ammette che non ha modo di reperire l’acciaio necessario, perchè i prezzi sono impazziti, vero, peccato che il tempo per essersi accaparrati l’acciaio non mancava nei due anni precedenti. O ancora riversibility, in corso dal 2015, bellissimo progetto ma non è che sia esattamente una metro o un ponte sullo stretto, come difficoltà tecnica e mole di lavoro… La cosa che più fa male è il silenzio della politica cittadina, e peggio, il dover leggere le esultanze quando arrivano spiccioli facendoli passare come gran risultati! La speranza è l’ultima a morire comunque.