21 Giugno 2022

Industriali all’attacco della Regione sull’emergenza liquami

Gli spurghisti ancora non possono conferire i liquami nell'impianto di Gida a Baciacavallo. Daniele Matteini all'assemblea annuale di Confindustria Toscana Nord: "Incomprensibili pastoie burocratiche. Presidente Giani, ci dica qualcosa"


Eliminazione di “incomprensibili pastoie burocratiche che ostacolano attività virtuose come la depurazione” e un cambio di passo soprattutto sul tema della gestione dei rifiuti (“con i vecchi impianti che vengono sbrigativamente dismessi mentre non procederà in parallelo la realizzazione dei nuovi”): sono le due richieste che arrivano dagli industriali all’indirizzo della Regione in occasione dell’assemblea generale che si è tenuta a Lucca questo pomeriggio. A tenere banco proprio il tema della depurazione, che riguarda da vicino Prato: a distanza di un anno dalla legge regionale che ha rivisto l’iter autorizzativo per alcune tipologie di impianti di depurazione tra cui Gida e dalla protesta che ne scaturì tra gli spurghisti determinando una vera e propria “emergenza liquami”, la questione sempbra non essere ancora risolta. “Gli uffici che devono rilasciare l’autorizzazione per la gestione della dpeurazione delle acque hanno tempi burocratici lenti e creano problemi all‘impianto centralizzato di Gida, che è chiuso agli spurghisti da 13 mesi”, spiega il presidente di Confindustria Toscana Nord Daniele Matteini, che nella sua relazione pubblica si rivolge direttamente al presidente della Regione Eugenio Giani (che arriva all’assemblea dopo le conclusioni; presente in sala l’assessore Stefano Baccelli): “La depurazione è un esempio di sostenibilità incomprensibilmente ostacolata. Ora non c’è, ma quando arriverà glielo diremo: Presidente Giani, ci dica qualcosa, ci apra delle prospettive positive! In questi tempi di carenza di acqua gli ostacoli alla depurazione sono particolarmente clamorosi”.

 

Ascolta l’intervista a Daniele Matteini:

 

 

“In realtà la Regione non è proprietaria dell’impianto, sono vicino a Comune e industriali per tutti gli atti che possano portare alla riapertura della struttura”, ha risposto il governatore Eugenio Giani. “Lo stop è arrivato dall’Arpat regionale”, ha controbattuto il sindaco di Prato Matteo Biffoni.

 

Ascolta le interviste a Eugenio Giani e a Matteo Biffoni:

 

 

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