6 Ottobre 2022

Inizia la causa di beatificazione di Renzo Buricchi, oltre 30 persone chiamate a testimoniare le sue «virtù eroiche»

Sabato 8 ottobre alle 10 in San Domenico si costituisce il tribunale diocesano. La seduta è pubblica ed è presieduta dal vescovo Giovanni Nerbini


Dopo la pubblicazione dell’editto, la Chiesa di Prato apre ufficialmente l’inchiesta diocesana per la beatificazione di Renzo Buricchi. La prima sessione, aperta al pubblico, è in programma sabato 8 ottobre alle 10 nella sala capitolare di San Domenico. In quella occasione verrà costituito il tribunale diocesano, l’organo che ha il compito di raccogliere testimonianze e documenti utili per attestare la santità di Buricchi, il laico conosciuto come il Tabaccaio di Prato. Questi i membri del tribunale nominati dal vescovo Giovanni Nerbini: il presidente è il canonista don Marek Sygut, il notaio è Stefano Attucci, il promotore di giustizia è il canonista don Daniele Rialti e il postulatore è don Alessandro Andreini. La prima seduta è presieduta da mons. Nerbini.

 

Al momento sono più di trenta i colloqui fissati dal tribunale con altrettanti testimoni. «Si tratta di persone chiamate a raccontare l’esperienza umana e spirituale del Buricchi, tra queste ci sono le sue nipoti ma anche persone che pur non avendolo conosciuto direttamente possono attestarne l’esemplarità», spiega don Andreini. Il materiale raccolto, composto dalle testimonianze e da documenti, sarà inviato alla Congregazione per le cause dei Santi per l’eventuale proseguimento del processo.

 

Chi era. Renzo Buricchi per oltre quarant’anni fu barista e tabaccaio in piazza del Comune, nacque nel 1913 ed era di estrazione contadina e comunista. Il suo cammino spirituale fu messo a conoscenza di pochissimi amici che vissero con lui una esperienza di grande fede e di amore per la Chiesa. Fu l’inizio della cosiddetta «associazione disassociata», poi diffusa in modo spontaneo in Italia e anche all’estero. Il suo nome, la sua figura e la sua originale teologia, iniziano a uscire dal «nascondimento», come ama dire chi lo ha conosciuto, grazie al primo libro del suo biografo Marcello Pierucci, intitolato «Un cipresso per maestro». I primi a rimanere affascinati dalla sua mistica sono stati il vescovo emerito Gastone Simoni e don Giuseppe Billi, che diverrà assistente spirituale dei piccoli cerchi, i gruppi di preghiera nati nel nome del Tabaccaio.

 

 

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