20 Dicembre 2022

Giornalista pratese molestata allo stadio di Empoli: per tifoso condanna ad 1 anno e 6 mesi

Pena sospesa, dovrà partecipare a corsi di recupero e versare una provvisionale di 15.000 euro


E’ di 1 anno e 6 mesi per violenza sessuale, oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni morali e materiali. Questa la pena inflitta al termine del giudizio in abbreviato al ristoratore marchigiano accusato di avere molestato la giornalista pratese Greta Beccaglia. Il giudice del Tribunale di Firenze ha disposto la sospensione della pena per 5 anni subordinandola alla partecipazione dell’imputato a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di soggetti condannati per il reato di violenza sessuale. La reporter era impegnata in una diretta tv al termine del match Empoli-Fiorentina, all’uscita dallo stadio Castellani di Empoli la sera del 27 novembre 2021, quando il tifoso, 46 anni, le toccò il sedere.
L’imputato dovrà risarcire la giornalista, ma intanto verserà una provvisionale di 15mila euro. Indennizzi, per 10mila euro complessivi sono stati stabiliti anche a favore dell’Ordine nazionale dei giornalisti e all’Associazione della stampa nazionale e toscana, parti civili al fianco della cronista.

In aula erano presenti Sandro Bennucci, presidente dell’Associazione Stampa Toscana, in rappresentanza della Federazione nazionale della Stampa italiana, e Giampaolo Marchini, presidente dell’Odg Toscana, per il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

“La Fnsi ringrazia l’Assostampa e l’Ordine della Toscana, che hanno seguito dall’inizio la vicenda e hanno deciso di procedere insieme nella costituzione di parte civile e in ogni altra iniziativa a sostegno della collega, e l’avvocato Giulio Vasaturo, che per l’ennesima volta ha rappresentato le ragioni delle giornaliste e dei giornalisti in tribunale”, si legge in una nota.

“L’invito a tutte le colleghe e i colleghi – conclude il sindacato – è a denunciare sempre ogni tentativo di intimidazione, minaccia o aggressione perché ognuno di questi episodi è un attacco non solo al singolo operatore dell’informazione, ma a tutta la categoria dei giornalisti”.

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