14 Settembre 2023

Mai ottenuto dal Pecci, Firenze vara con Pistoia il biglietto unico dei musei


Mentre a Prato si dibatte sulle sorti del Pecci e s’ipotizzano sinergie col capoluogo, Firenze e Pistoia “si sposano” e varano il biglietto unico fra musei. Sì, proprio la formula che per 35 anni (tanti, ne sono trascorsi dal varo del Pecci), è stata vagheggiata coinvolgendo Uffizi, Accademia, o museo del Novecento – oppure tutti assieme – e il Centro per l’arte contemporanea di Prato.
L’Opera di Santa Maria del Fiore e la Chiesa Cattedrale di San Zeno di Pistoia e il Museo dello Spedale del Ceppo di Pistoia, e il  fiorentino Museo degli Innocenti, mettono per tutto il 2023 in connessione i rispettivi patrimoni culturali”. L’obiettivo – si legge – “oltre a incrementare i visitatori” è anche “invitare i turisti a muoversi tra Firenze e Pistoia” (coi treni di una linea mai modernizzata?).
Grazie a un biglietto congiunto i visitatori dei Musei e dei monumenti facenti capo all’Opera del Duomo fiorentina visiteranno gratuitamente a Pistoia, la Cattedrale di San Zeno col percorso “Il tesoro di San Jacopo” che coinvolge vari monumenti.

I visitatori del museo fiorentino degli Innocenti avranno un coupon per accedere gratis al museo dello Spedale del Ceppo di Pistoia, nella storica sede, impreziosita dal fregio di Della Robbia sulla facciata. L’accesso al secondo museo vale ovviamente anche a precedenze invertite: prima Pistoia, poi Firenze.

Per Prato, mai riuscita sul fronte museale a creare sinergie coi musei del capoluogo, l’accordo che coinvolge lo Spedale degli Innocenti rappresenta oltre tutto una sorta di “beffa storica”. La struttura di piazza Santissima Annunziata a Firenze sorse infatti grazie al lascito iniziale di mille fiorini da parte del mercante pratese Francesco di Marco Datini, come segno di gratitudine verso Firenze, dove aveva uffici importantissimi per le sue attività mercantili.

Le due città vicine, che i pratesi avvertono come proprie rivali secondo un secolare (e mai sopito) spirito campanilistico, uniscono le forze e l’ingresso ai musei. Traguardo che il Pecci non ha mai raggiunto, malgrado la maturata dimensione regionale: un danno per i mancati benefici derivanti dal minor flusso di visitatori, che Firenze si propone ora di attenuare.. Nardella apre le porte a collaborazioni; Sergio Risaliti, pratese direttore del Museo del Novecento si mette in moto; Biffoni auspica il dialogo, ma frena i salti in avanti. Sui social si teme l’esproprio (l’ennesimo della storia) da parte fiorentina e si mette in guardia la classe dirigente pratese. Gli aiuti sarebbero benvenuti, ma che non sconfinino in un nuovo Sacco della città.

 

Buongiornoprato@tvprato.it

disegno di Marco Milanesi

 

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