Sono stati arrestati e portati in carcere i due cinesi sospettati di essere i carcerieri di Yang Yixiang, il 46enne rapito a scopo di estorsione lo scorso 30 novembre a Prato da due persone e rilasciato il 5 dicembre.
Le indagini condotte dai carabinieri, anche grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti intorno a piazza Mercatale, dove è stato liberato l’ostaggio, hanno permesso di individuare sia i due sospetti carcerieri che hanno curato anche la fase del rilascio, sia di ricostruire i loro movimenti, arrivando fino al luogo in cui sarebbe stato tenuto in ostaggio il 46enne.
Sabato scorso i carabinieri, su esecuzione di un decreto di perquisizione emesso dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno fatto irruzione nell’edificio utilizzato come base logistica dai sequestratori. Il blitz ha permesso di chiarire che il 46enne è stato tenuto prigioniero nella cantina dell’edificio. Durante l’irruzione sono stati trovati anche i due presunti carcerieri, uno dei quali ha provato a fuggire. Nel corso della perquisizione sono stati rinvenuti gli abiti usati dai due carcerieri nelle fasi del rilascio, oltre a un taser, mazze, coltelli e due passaporti coreani falsi e materiale per la falsificazione in possesso di un 38enne cinese (già fermato per il sequestro) e una 47enne cinese, arrestati per detenzione e produzione di documenti d’identità falsi validi per l’espatrio.
Interrogati dal pm i due presunti sequestratori si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. In virtù degli indizi di colpevolezza raccolti e del pericolo di fuga, la Dda ha emesso un decreto di fermo a carico dei due cinesi. Oggi il gip del tribunale di Firenze ha convalidato il fermo applicando la custodia cautelare in carcere.



