Cpr, PD e AVS ribadiscono la loro contrarietà. La replica a FDI

“Di fronte alle recenti dichiarazioni degli esponenti di Fratelli d’Italia, che chiedono l’apertura di un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) in Toscana presentando un ordine del giorno nel Comune di Prato, la nostra posizione rimane ferma: ribadiamo la più netta contrarietà. I Cpr non sono la soluzione a nessun problema, ma rappresentano dei veri e propri luoghi disumani di detenzione. Fratelli d’Italia ci accusa di “deriva ideologica” e definisce questi centri una “necessità”, ma la verità è che sono proprio i numeri da loro stessi forniti in conferenza stampa a certificare il totale fallimento delle politiche del Governo Meloni in tema di immigrazione”. Lo dice Marta Logli, consigliera regionale del Partito Democratico, replicando agli esponenti di Fratelli d’Italia sulla vicenda Cpr in Toscana.

“Basta analizzare i dati che hanno presentato per smontare la loro stessa narrazione – prosegue Logli –. Dichiarano che gli sbarchi a livello nazionale dal 2024 al 2026 sono dimezzati. Allo stesso tempo, ammettono che nel 2025 i rimpatri che hanno interessato la provincia di Prato sono stati appena 43. Ma a chi spetta procedere ai rimpatri? Non certo al sindaco o al presidente della Regione. La richiesta di un Cpr in Toscana non risponde a reali esigenze di sicurezza o di gestione del territorio, ma è esclusivamente propaganda politica, un modo per nascondere l’incapacità a confrontarsi seriamente con il fenomeno. Senza contare che la scelta del ministro dell’Interno di farlo a Massa, trova la contrarietà anche di Forza Italia”. Per Logli “Fratelli d’Italia cerca di nascondere l’inefficacia delle proprie politiche nazionali, invocando la creazione di strutture disumane che calpestano i diritti e non risolvono in alcun modo le complessità legate all’immigrazione. Come pure l’assurda scelta di far sbarcare le persone in Toscana ed Emilia Romagna, sottoponendole ad ulteriori giorni di viaggio e sofferenze, solo per scaricare il problema su regioni di centrosinistra, che svela l’indifferenza a una questione che ha bisogno di una soluzione strutturale, non di maltrattamenti e ideologia” conclude Logli.

“Le famiglie e le imprese pagano la benzina e il gasolio oltre i 2 euro al litro e il governo Meloni ha una sola urgenza: costruire sei nuovi CPR, uno anche in Toscana. Dopo il fallimento dell’operazione Albania, costata finora oltre cento milioni di euro, ora la propaganda della destra cerca un nuovo bersaglio e lo trova nella nostra regione”. Così Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente del Partito Democratico di Prato, interviene sull’annuncio del ministro Piantedosi, rilanciato da alcuni esponenti della destra toscana. “I numeri sui CPR sono impietosi e smentiscono gli slogan del governo. Nel 2025 solo un trattenuto su quattro è stato rimpatriato. Dove la collaborazione con i Paesi di origine funziona, i rimpatri si fanno anche senza passare da un CPR. Dove non funziona, la detenzione amministrativa non serve a nulla. Il governo non lo dice, ma la verità è questa. Chi esce da un CPR senza essere rimpatriato è più fragile di prima, senza documenti e senza una rete. I CPR, invece di risolvere i problemi, li moltiplicano. E li scaricano sulle città”.

“I CPR – prosegue Di Sanzo – sono luoghi disumani, buchi neri dove i diritti fondamentali restano fuori dalla porta. Persino la Corte costituzionale ha riconosciuto che le norme che li regolano non definiscono con precisione quali siano i diritti di chi vi è trattenuto. Lì dentro non si sconta una pena, si subisce una misura amministrativa che può durare fino a diciotto mesi, spesso senza sapere quando e come si uscirà”. “Ma non c’è da stupirsi, la destra ha preso di mira la Toscana”, sottolinea il deputato dem. “Prima ha scelto i nostri porti per gli sbarchi, Livorno e Marina di Carrara. Porti a centinaia di miglia dai salvataggi, che hanno allungato di giorni il viaggio e le sofferenze di chi era appena stato salvato in mare. Visto che la mossa non ha pagato in termini di consenso, ora la destra ci prova con il CPR. Ricordo a Piantedosi che la legge gli impone di sentire il presidente della Regione. La Regione Toscana, con il presidente Giani, ha già detto no. Forzare la mano contro un territorio e le sue istituzioni non porta sicurezza, porta solo scontro”.

“La sicurezza, quella vera, si costruisce con più agenti, con un’accoglienza che funziona e con accordi seri di rimpatrio con i Paesi di origine”, conclude Di Sanzo.

CPR a Prato e nella Piana – Laschi (Sinistra Italiana-AVS): “Modello disumano di gestione dei migranti. Non vanno realizzati, né a Prato né altrove”

È netta la presa di posizione di Alessio Laschi, segretario pratese di Sinistra Italiana, sulla proposta di realizzare un centro di permanenza per il rimpatrio sul territorio di Prato e della Piana.
“I CPR non sono la soluzione a nessuna problematica migratoria, ma rappresentano esclusivamente dei buchi neri per i diritti umani, luoghi in cui la dignità delle persone viene sistematicamente calpestata per mera propaganda ideologica.”
“Prato conosce bene cosa significa l’immigrazione. Negli anni Sessanta e Settanta la nostra città ha accolto migliaia di persone arrivate dal Sud Italia, che hanno contribuito in modo decisivo alla crescita economica e sociale del territorio. Oggi le tante etnie che vivono e lavorano qui sono la dimostrazione concreta di come l’incontro tra culture possa diventare un valore. Finché non capiremo che l’immigrazione è una risorsa, e non un problema da nascondere dietro le sbarre, non riusciremo mai a dare una risposta seria a questo fenomeno.”
“La destra dovrebbe sapere bene che la comunità pratese e della Piana ha una storia profondamente radicata nell’accoglienza, nella solidarietà e nell’integrazione. Se davvero vorranno perseguire questa strada sappiano fin da ora che troveranno un’intera comunità e delle istituzioni salde, compatte e pronte a dare battaglia in ogni sede. A Prato, nella Piana e in Toscana non c’è, e non ci sarà mai, spazio per le politiche della reclusione e della disumanità.”

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