“Atteso che dai fatti di reato contestati all’ex consigliera regionale” Ilaria Bugetti “può derivare un concreto danno all’immagine e al prestigio dell’amministrazione regionale solo in caso di definitiva condanna, ho ritenuto opportuno attendere tale definitiva condanna per procedere con autonoma azione civile”. E’ quanto scritto dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, in una risposta all’interrogazione della capogruppo Fdi, Chiara La Porta che chiedeva alla Giunta se avesse “valutato la sussistenza dei presupposti per la costituzione di parte civile della Regione Toscana” nel procedimento per corruzione che riguarda l’ex consigliera regionale ed ex sindaca di Prato Ilaria Bugetti.
“Il presidente Giani decide di non decidere, per non volerci affidare alla celebre battuta del film ‘Amici miei’ – commenta La Porta -. Questa è la sola definizione che possiamo dare della risposta di Eugenio Giani all’interrogazione che avevo presentato in merito alla possibilità che la Giunta regionale si costituisse parte civile nel processo che vede l’ex consigliera regionale ed ex sindaca di Prato Ilaria Bugetti tra gli indagati con richiesta di rinvio a giudizio. Ipotesi che il presidente della Toscana valuterà, secondo la risposta scritta proprio di oggi, solo in caso di condanna definitiva. Verosimilmente, quindi, tra quasi un decennio. Procrastinare è di per sé una scelta vergognosa – aggiunge La Porta – che dichiara quanto la tutela dell’immagine e l’onorabilità dell’amministrazione regionale abbiano ben poco valore e che conferma quanto il presidente Giani e il suo partito non riescano a elaborare una vicenda che ha travolto e offeso Prato”.





