Sulla vertenza della Acca di Seano interviene anche la consigliera comunale del PD Arjana Salimusaj, che è anche componente della segreteria provinciale dei Giovani democratici di Prato: “Ieri notte ho assistito e testimoniato personalmente ciò che lavoratori e sindacalisti denunciano da giorni: il lavoro c’è, ma è stato letteralmente spostato sulla pubblica via, fuori da ogni norma di sicurezza. E non riguarda solo Acca. Di fronte a questa pratica diffusa e scellerata, la nostra posizione è ferma: non accetteremo che la chiusura di Acca venga trattata come un evento inevitabile o derubricata a fisiologica ristrutturazione.
Il lavoro c’è: si vuole solo sostituire la manodopera sindacalizzata. La narrazione della crisi è falsa – prosegue la consigliera – L’obiettivo reale dell’azienda è liberarsi dei lavoratori che hanno osato rivendicare i propri diritti, per sostituirli con un nuovo bacino di nuovi sfruttati e precari, non sindacalizzati e ricattabili. Siamo di fronte a una falla inaccettabile a livello procedurale e legislativo: un’azienda può annunciare la chiusura e esternalizzare la produzione sul marciapiede senza che nessuno intervenga. Questo vuoto normativo va sanato con urgenza.
Intanto, però, i sindaci del territorio hanno il dovere di intervenire per tutelare le rivendicazioni dei lavoratori. Che venga emessa un’ordinanza sindacale mirata – sulla falsariga di quanto fece a suo tempo il sindaco Fossi per il caso GKN – per riempire questo vuoto, vietando le operazioni di carico, scarico e lavorazione merci per strada e bloccando di fatto questa pratica di sostituzione di manodopera selvaggia”.
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