La Cassazione ha posto fine alla vicenda processuale sulla violenta aggressione a Martina Mucci, vittima di un agguato organizzato dall’ex fidanzato Emiliano Laurini, per il quale adesso si aprono le porte del carcere. La Suprema Corte ha confermato la condanna inflitta all’uomo – pena detentiva di nove anni – ex buttafuori del locale nel quale lavorava come cameriera la vittima, sua ex fidanzata. Confermate anche le condanne nei confronti di Kevin Mingoia e Mattia Schininà: il primo, che ha partecipato fisicamente alla spedizione assieme a un altro ragazzo minorenne, è stato condannato a 6 anni e 8 mesi. Schininà, accusato di aver fatto da tramite tra il mandante e i picchiatori, deve scontare una pena di 4 anni. Il terzo imputato, minorenne all’epoca dei fatti, ha avuto un iter giudiziario diverso, che si è concluso con la messa alla prova.
Su Laurini inoltre pende una seconda condanna, in primo grado, a tre anni e quattro mesi per maltrattamenti in famiglia e per lesioni. L’uomo, residente a Scandicci, è accusato di aver picchiato e maltrattato la compagna.
La prima vicenda invece avvenne nella notte fra il 20 e il 21 febbraio 2021, quando Martina Mucci, intorno alle 2, venne brutalmente aggredita e picchiata nell’androne di casa mentre stava tornando dal turno di lavoro in un pub di Prato. Nell’agguato la donna fu sfregiata al volto con dei rasoi e fu pestata con particolare ferocia dagli aggressori, che avevano agito – questo è stato stabilito dall’iter processuale – su mandato di Emiliano Laurini. La volontà era quella di dare una lezione a Mucci, con la quale Laurini aveva avuto una relazione. La vittima riportò la rottura dei denti, un occhio gonfio e una ferita profonda al volto. Per la donna, assistita dagli avvocati Costanza Malerba e Federico Febbo, si chiude così un incubo, anche se, dicono i suoi legali, “la donna non si è mai ripresa”.
Laurini si trova attualmente ai domiciliari, ma dopo la sentenza della Cassazione dovrà scontare la pena in carcere. Stessa sorte per Mingoia e Schininà.





