Una “situazione emergenziale sta investendo il convitto Cicognini di Prato“. Lo afferma in una nota Carlo Romanelli, segretario della Uil scuola Rua Toscana spiegando che “con una disposizione interna il rettore ha stabilito, a decorrere da ora e fino alle vacanze natalizie del 2025, la riduzione della permanenza in convitto nei fine settimana per chi non risiede nella provincia di Prato o in quelle di Pistoia e Firenze”. Come spiegato ancora dal sindacato, alla base di questa scelta vi è la grave carenza di personale educativo, più volte denunciata dal rettore sia al ministero dell’Istruzione e del merito, cui compete la determinazione dell’organico, sia agli enti locali (Comune, Provincia, Regione).
L’assenza di risposte concrete, afferma ancora il sindacato, “ha costretto la dirigenza ad adottare una misura drastica, in totale controtendenza rispetto all’aumento progressivo delle iscrizioni. Pur comprendendo le difficoltà gestionali evidenziate dal rettore – si afferma -, Uil Scuola Rua Toscana chiede l’immediata revoca del provvedimento, ritenendolo unilaterale e penalizzante, in quanto altera profondamente l’offerta formativa dell’istituzione; dannoso per gli studenti e le famiglie, che subiscono un’interruzione del percorso educativo e relazionale; sintomo di un abbandono istituzionale, che rischia di trasformarsi in prassi anche in altre realtà simili”.
Il sindacato sollecita poi il direttore dell’Ufficio scolastico regionale “a intervenire con urgenza per garantire una soluzione transitoria, attraverso l’integrazione immediata dell’organico educativo. Il caso del Cicognini sembra essere solo la punta dell’iceberg. Molti convitti ed educandati versano in condizioni analoghe – conclude il sindacato -. Serve una strategia nazionale che affronti il problema in modo strutturale: mandare gli studenti a casa è una sconfitta dello Stato, si tratta di una resa inaccettabile da parte delle istituzioni pubbliche, che devono tornare a investire in modo serio e lungimirante nella scuola, nella formazione e nelle figure educative che la rendono viva e inclusiva”.



