Il consiglio comunale di Vaiano ha approvato a maggioranza il progetto di fattibilità tecnico-economica per la riqualificazione dell’area ex Dainelli: si tratta di uno dei primi interventi di rigenerazione urbana in chiave post-alluvione realizzati su un’area interessata dalla presenza di un corso d’acqua tombato, il Trescellere, che il 2 novembre 2023 “esplose” in superficie sfondando il portone dell’ex filatura chiusa nel 2012.
Il progetto, già presentato ai cittadini nel corso di un’assemblea pubblica, interessa un’area complessiva di circa 3mila metri quadrati nel centro di Vaiano in uno spazio pubblico multifunzionale, configurato come “polarità urbana” secondo il regolamento urbanistico. Un intervento che introduce anche un nuovo modello di gestione delle acque, ispirato al principio della “città spugna”, con soluzioni capaci di assorbire, trattenere e rilasciare lentamente le acque meteoriche, contribuendo alla riduzione del rischio idraulico.

Tra gli elementi qualificanti del progetto, la sistemazione idraulica dell’alveo del fosso Trescellere nel tratto interessato dall’intervento, la separazione delle reti fognarie nere e bianche, la realizzazione di nuove infrastrutture per il deflusso delle acque, oltre ad un complessivo miglioramento della sicurezza stradale e della viabilità pcon particolare attenzione agli utenti più fragili, miglioramento che comprende anche il ripristino dell’attraversamento stradale su viale Rosselli compromesso dall’alluvione.
L’approvazione del progetto di fattibilità comporta, come previsto dalla normativa vigente, anche l’adozione della variante urbanistica, la dichiarazione di pubblica utilità e l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio sulle aree interessate. Un passaggio necessario per la realizzazione dell’intervento.

“Con questo atto – dichiara la sindaca Francesca Vivarelli – compiamo un passo fondamentale per il futuro di Vaiano. L’alluvione del 2023 ha segnato profondamente il nostro territorio e ci ha imposto un cambio di prospettiva: non possiamo più pensare la città come in passato. Questo progetto rappresenta un investimento sulla sicurezza, sulla qualità dello spazio urbano e sulla capacità di adattamento ai cambiamenti climatici. È un progetto complesso e innovativo, che guarda al consumo di suolo zero, alla demineralizzazione e alla decementificazione, e che mette al centro il benessere della comunità”.
“In merito agli espropri – prosegue la sindaca – è importante fare chiarezza. Le strutture non sono capannoni produttivi né di attività in esercizio, ma piccoli manufatti, stanzoni privi di attività in essere. Non si stanno espropriando immobili di attività in essere. Parliamo di un procedimento regolato dalla legge, che prevede tempi, passaggi, garanzie e indennizzi economici per i privati coinvolti. L’amministrazione ha agito e continuerà ad agire nel pieno rispetto delle norme e dei diritti, con l’obiettivo di realizzare un’opera di interesse pubblico che porterà benefici concreti all’intera comunità”.
L’intervento, del valore complessivo di circa 3 milioni di euro, è finanziato per 2 milioni dalla Regione Toscana e per 1 milione dal Comune di Vaiano, comprendendo anche le spese per espropri, demolizioni e bonifiche.




