È stato inaugurato a Montemurlo (Centro Giovani “David Sassoli”, piazza Don Milani 1) il terzo spazio sicuro della provincia di Prato dedicato alle persone affette da Alzheimer e ai loro familiari. L’apertura del nuovo Atelier Alzheimer rientra nel progetto biennale “CircolaMente” con cui la Società della Salute area pratese, in collaborazione con i Comuni della provincia, la Usl Toscana Centro ed enti del Terzo Settore, vuole potenziare la propria rete di servizi sul territorio e migliorare ulteriormente l’accessibilità di un servizio il cui obiettivo principale è offrire un ambiente accogliente in cui attivare relazioni e stimoli per le persone affette da Alzheimer e per i loro familiari.
«”CircolaMente” è un progetto voluto fortemente voluto dai Comuni pratesi che hanno stanziato risorse proprie proprio per questo genere di attività – ha ricordato Alessia Rinaldi, responsabile dell’ufficio progettazione della Società della Salute area pratese – ringraziamo il Comune di Montemurlo che quest’anno ha messo per la prima volta a disposizione anche i locali per ospitare il terzo Atelier Alzheimer del progetto “CircolaMente”».

«Oggi è un appuntamento importante perché apriamo in pianta stabile a Montemurlo uno spazio e un servizio rivolto alle persone con Alzheimer e alle loro famiglie – ha detto durante l’inaugurazione l’assessore ai servizi sociali del Comune di Montemurlo Alberto Fanti – un altro tassello di quella rete di servizi che insieme a Società della Salute e enti del terzo settore portiamo avanti da tempo. I gestori dell’Atelier saranno la cooperativa “Il Borro” e il Consorzio Astir, che due volte a settimana – ha spiegato – il lunedì e mercoledì dalle 9,40 alle 12 ospiteranno al Centro Giovani un gruppo di utenti selezionati dal servizio di geriatria di Prato».
«L’Atelier Alzheimer non è solo un luogo di socializzazione, è un luogo di cura – spiega Donatella Calvani, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Geriatria della Usl Toscana Centro zona Prato – uno spazio dove, grazie alla professionalità di educatori, psicologi e Oss, si uniscono relazione, incontro ed emozione». «La nostra speranza, come Associazione Italiana Malattia di Alzheimer, è contribuire a creare in tutta la provincia luoghi di aggregazione come questo – ha concluso Barbara Becherucci, presidente di Aima – che servono anche a dare sollievo alle famiglie e ai caregiver, spesso molto appesantiti dalla situazione».





