Una cella carceraria a grandezza reale nel cuore della città: sabato 11 aprile, in Piazza delle Carceri a Prato, sarà installata “La cella in piazza”, iniziativa di sensibilizzazione, promossa dal Direttivo della Camera Penale di Prato e dalla Commissione Carcere, per avvicinare i cittadini alla realtà della detenzione. La cella sarà visitabile dalle 10 alle 18. La struttura riproduce fedelmente una cella del carcere di Prato: dodici metri quadrati complessivi, di cui circa dieci calpestabili. All’interno un letto a castello e un letto singolo: lo spazio in cui vivono spesso tre detenuti. Un ambiente ristretto, inospitale, in cui il tempo sembra non dover passare mai.
L’obiettivo è semplice: permettere ai visitatori di entrare fisicamente in una cella, percepirne le dimensioni, sperimentare la sensazione di isolamento e comprendere concretamente cosa significhi scontare una pena all’interno del carcere pratese. Un’esperienza che invita tutti i partecipanti a riflettere sulle condizioni di vita negli istituti penitenziari, sui diritti delle persone detenute e sul principio costituzionale della funzione rieducativa della pena.
«Questa iniziativa – afferma Elena Augustin, presidente della Camera Penale di Prato – sarà un’occasione importante per far capire ai cittadini cosa si prova a vivere in una cella. Da anni la Camera Penale di Prato, insieme all’Unione delle Camere Penali Italiane, chiede interventi urgenti e indifferibili per porre fine a questa deprecabile ingiustizia. L’Italia è già stata condannata dalla Cedu nel 2013 per le condizioni inumane e degradanti in cui vivono le persone ristrette nelle nostre carceri. Oggi la situazione è addirittura peggiorata. Parla per noi l’alto numero dei suicidi. Ormai è evidente che i principi di umanità della pena e rieducazione del condannato, sanciti dalla nostra Costituzione e dall’art 3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani, sono ampiamente calpestati. Spero davvero che questa nostra azione di sensibilizzazione arrivi al cuore di tutti i cittadini».

La cella è stata realizzata dall’associazione pratese “Recuperiamoci”, realtà senza scopo di lucro, attiva dal 2009 sul territorio la cui finalità consiste nel reinserimento sociale di persone senza una occupazione e che vivono in condizioni di precarietà.
«Il carcere è un pezzo di città – sottolinea Paolo Massenzi, presidente dell’associazione – . La nostra esperienza come associazione è iniziata proprio con un viaggio dentro le carceri: negli anni ne abbiamo visitate oltre 120. È fondamentale che la cittadinanza si renda conto di quanto il carcere sia un luogo complesso e difficile. La detenzione è una realtà che chi è libero fatica a comprendere fino in fondo. Per questo dovremmo riflettere su una frase che troppo spesso sentiamo dire con superficialità: ‘sbattiamolo in cella e buttiamo via la chiave’. Il carcere dovrebbe essere un luogo di riabilitazione, non solo di punizione, perché ogni detenuto, prima o poi, tornerà a far parte della società».
«Ci tengo a ringraziare – conclude Elena Augustin – Melissa Stefanacci, componente del Direttivo, per l’impegno profuso nel portare avanti il progetto insieme a Paolo Massensi. Ringraziare infine la Commissione Carcere composta da Diietta Nerini, Sara Mazzoncini, Gabriele Terranova, Benedetta Ciampi, Silvia De Natale, Lodovica Gatti Dei, Linda Mele, Raffaella Pastore e Amanda Veggia».
Nella foto sotto alcuni componenti della camera Penale di Prato






