Artigiani e piccole imprese: il 2026 inizia tra timori e segnali di fiducia. L’indagine di Cna

Il 2026 per artigiani e piccole imprese italiane inizia con un sentimento di timore, ma anche di fiducia. E’ quanto emerge dall’indagine annuale di Cna. E se il quadro nazionale evidenzia una fotografia in chiaroscuro, pur alleggerita dall’energia delle nuove generazioni, guardando ai territori di Prato e Pistoia l’emergenza energia e il rischio di deindustrializzazione richiedono soluzioni immediate.

Resta, infatti, critico il quadro per artigiani e piccole imprese di Prato e Pistoia, con la manifattura in difficoltà e il caro energia che incide sulla tenuta del sistema produttivo: è quanto emerge dai dati di Cna Toscana Centro, secondo cui nel primo semestre 2025 la produzione locale è scesa del 3,4%, l’export dello 0,8% e le operazioni bancarie del 5%, in parallelo a un livellamento verso il basso delle retribuzioni. Il caro energia pesa come non mai: nel 69% delle imprese i costi sono triplicati, il 10% ha subito disdette contrattuali, il 34% ha cambiato fornitore. Il 48,2% teme l’insostenibilità dell’attività se i prezzi non calano, mentre solo l’11,8% ha già installato sistemi di autoproduzione. Il 55% sarebbe disposto a investire se venissero introdotti incentivi adeguati. Nel frattempo, il 30% ha già rivisto turni e orari per contenere gli sprechi.

In questo contesto Cna Toscana Centro segnala il rischio di deindustrializzazione e la necessità di interventi immediati su innovazione, formazione e riduzione dei costi energetici per sostenere la competitività del tessuto locale. Tra le proposte avanzate figurano una transizione energetica accelerata con rinnovabili e comunità energetiche, incentivi strutturali all’autoproduzione, sostegno agli investimenti; investimento in filiere locali e una nuova strategia per il distretto tessile pratese basata su legalità, digitalizzazione e collaborazione tra imprese.

Come affermato dal presidente di Cna Toscana Centro Emiliano Melani, “Siamo il cuore produttivo di questo territorio e viviamo in un tempo in cui tutto cambia, affrontando sfide quotidiane, come le transizioni digitale ed ecologica, che possono rappresentare un’opportunità eccezionale. Peccato che spesso non cambi ciò che dovrebbe cambiare per primo: il modo in cui le istituzioni accompagnano il cambiamento”. “Oggi – spiega ancora Melani – si chiede alle imprese di essere digitali, ma si impone loro una burocrazia analogica, si chiede di essere sostenibili, ma si rallenta ogni investimento con autorizzazioni che durano mesi, se non anni. CNA Toscana Centro non può e non vuole limitarsi a essere un osservatore ma essere alleati strategici delle imprese nella transizione – digitale ed ecologica, anticipando i bisogni delle PMI”.

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