Compravendita di droga all’interno del carcere, altri telefonini sequestrati e nuovi episodi di violenza da parte dei detenuti nei confronti degli agenti di polizia penitenziaria. La situazione del carcere di Prato, già oggetto nei mesi scorsi di maxi-operazioni e inchieste condotte dalla Procura di Prato, continua ad essere caratterizzata da varie forme di illegalità. L’episodio più recente, avvenuto sabato 31 gennaio, è il sequestro di uno smartphone ad detenuto italiano di 22 anni presso la sezione del polo scolastico. Scoperto mentre utilizzava in maniera illecita il dispositivo, il giovane si è nascosto in bagno e ha provato a distruggere l’apparecchio, poi recuperato privo di smart card dagli agenti. Pochi giorni prima un altro cellulare era stato rinvenuto e sequestrato presso gli spazi comuni del reparto di alta sicurezza, nelle scale in uso ai detenuti che conducono al piano terra.
Altri episodi riguardano violenze nei confronti di agenti di polizia penitenziaria: un mese fa un detenuto marocchino, ristretto nel reparto di media sicurezza, ha aggredito un agente che gli aveva impedito di utilizzare l’ascensore. Il poliziotto, preso a pugni e colpito con un estintore, è stato portato in ambulanza in ospedale con un trauma cranico e prognosi di 10 giorni.
Trenta giorni di prognosi, invece, per un altro agente penitenziario a cui pochi giorni dopo un detenuto albanese di 43 anni ha provocato la frattura di una mano, nel tentativo di forzare l’apertura dello sbarramento della settima sezione per entrare nell’atrio. Venerdi scorso l’ennesima aggressione: questa volta un detenuto rumeno di 26 anni, ristretto nel reparto di media sicurezza, ha azionato l’estintore verso il volto di un agente, che ha riportato ferite agli occhi guaribili in 7 giorni.
Le indagini della Procura hanno poi fatto affiorare altri due episodi precedenti: un agente, spinto il 18 novembre 2025 all’atto di chiudere il blindo relativo alla cella nella sezione filtro, riportò 10 giorni di prognosi. Vittima delle intimidazioni è stato anche il primo dirigente comandante del carcere, che si è visto lanciare contro un estintore e rivolgere minacce di morte da un detenuto libico di 20 anni.
La Procura di Prato ha infine esercitato l’azione penale nei confronti di un ispettore superiore della polizia penitenziaria per quanto avvenuto il 29 novembre scorso nell’infermeria della Dogaia. Secondo le accuse il poliziotto, indagato, avrebbe preso a schiaffi a mani aperte un detenuto, con colpi assestati dal basso verso l’alto e viceversa, dopo aver indossato guanti in pelle nera. Una violenza gratuita visto che la vittima delle percosse era già stata precedentemente immobilizzata e resa inoffensiva da numerosi altri agenti di polizia penitenziaria presenti sul posto.
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