Caos PD, l’appello di esponenti della società civile: “Basta tensioni interne, serve una sintesi per il bene della città”

La situazione resta tesa all’interno del Partito Democratico pratese alle prese con l’elezione del successore di Marco Biagioni, segretario provinciale dimissionario, e con la campagna elettorale per le comunali che si avvicina. Un clima che preoccupa non solo gli iscritti, ma anche una parte della società cittadina. È proprio in questo contesto che oggi è stata diffusa una lettera indirizzata alla Segreteria provinciale del PD di Prato, al segretario regionale Emiliano Fossi, al consigliere regionale Matteo Biffoni e al deputato Marco Furfaro. A firmarla è un gruppo di cittadini “esponenti della società civile pratese” che, precisano, intervengono “a titolo del tutto personale”, senza rappresentare correnti o interessi organizzati.

“Non rappresentiamo correnti, non rispondiamo a logiche organizzate, non siamo portatori di interessi di parte. Non chiediamo incarichi, non avanziamo candidature, non rivendichiamo spazi”, scrivono i firmatari, rivendicando una posizione esterna alle dinamiche interne ma non indifferente rispetto al futuro politico della città.

Basta tensioni interne, serve una sintesi per il bene della città

Il passaggio centrale dell’appello riguarda il rischio che le divisioni interne producano conseguenze ben più ampie di un semplice confronto tra gruppi dirigenti: “In gioco non c’è l’equilibrio tra gruppi dirigenti. In gioco c’è la possibilità per l’area progressista e riformista di presentarsi alla città con una proposta credibile, coesa”.

Secondo i firmatari, “una svolta è necessaria”, ma non per “affermare un blocco di potere” o “chiudere conti interni”. Al contrario, la richiesta è quella di tornare a una logica di sintesi politica, superando la contrapposizione tra correnti. L’area di riferimento evocata nella lettera è ampia e trasversale: amministratori, volontari, professionisti, lavoratori, studenti e pensionati che chiedono “che si esca dalla logica degli interessi dei singoli e dei gruppi organizzati” e che “il confronto, anche aspro, non degeneri in contrapposizione permanente”.

La citazione di Aldo Moro ed Enrico Berlinguer

Il richiamo è esplicito alla responsabilità collettiva e alla capacità di mediazione. “La politica, quella vera, non è l’arte della rivendicazione. È l’arte della composizione”, si legge nel testo, che cita Aldo Moro e la sua definizione della politica come “arte del possibile, ma anche del necessario”, oltre a un passaggio sulle mediazioni come “modo alto con cui si ricompongono interessi e visioni diverse per il bene comune”.

Non manca il riferimento a Enrico Berlinguer, richiamato per la sua idea della politica come “servizio al Paese” e per l’invito alla sobrietà e alla responsabilità, in anni non meno complessi di quelli attuali. Un richiamo che, spiegano gli estensori, non vuole essere retorico, ma intende richiamarsi a “una tradizione politica che a Prato ha radici profonde e che non può essere dispersa”.

Il cuore dell’appello è un invito “fermo, ma rispettoso” a trovare “in tempi adeguati una sintesi chiara e condivisa”, così da consentire al centrosinistra di presentarsi “unito e forte al prossimo appuntamento elettorale”, con “una candidatura e un progetto” frutto di un confronto vero, ma concluso con una decisione assunta “con responsabilità collettiva”.

L’appello finale

La lettera si chiude con un’affermazione che suona come un monito ma anche come un’apertura di credito: “La politica può ancora essere il luogo della sintesi alta. Dipende dalle scelte che verranno compiute nelle prossime settimane”.

Un intervento che entra a pieno titolo nel dibattito politico pratese, nel momento in cui il PD locale è chiamato a sciogliere uno dei passaggi più delicati della sua fase pre-elettorale.

Di seguito il testo integrale della lettera:

Siamo un gruppo di cittadini pratesi che, a titolo del tutto personale, hanno deciso di rivolgersi a voi con spirito costruttivo e con sincera preoccupazione. Non rappresentiamo correnti, non rispondiamo a logiche organizzate, non siamo portatori di interessi di parte. Non chiediamo incarichi, non avanziamo candidature, non rivendichiamo spazi. Siamo semplicemente donne e uomini che guardano con attenzione e con partecipazione alla vita pubblica della nostra città e che avvertono il bisogno di una parola chiara in un momento che si sta facendo, giorno dopo giorno, più delicato.

Il tempo stringe. Le elezioni si avvicinano. E le questioni interne che attraversano il Partito Democratico rischiano di produrre un danno che andrebbe ben oltre il perimetro di una
competizione politica. In gioco non c’è l’equilibrio tra gruppi dirigenti. In gioco c’è la possibilità per l’area progressista e riformista di presentarsi alla città con una proposta credibile, coesa, capace di affrontare le sfide che attendono Prato.
Una svolta è necessaria. Ma non per affermare un blocco di potere. Non per consolidare assetti. Non per chiudere conti interni. È necessaria per offrire alla città una proposta politica all’altezza dei valori di un’area culturale e politica che chiede rappresentanza e che, oggi più che mai, chiede responsabilità.

Proprio quell’area – fatta di persone che amministrano, che prestano la loro opera nel volontariato e nell’associazionismo, delle professioni, persone che lavorano, o che studiano o che sono in pensione – chiede che si esca dalla logica degli interessi dei singoli e dei gruppi organizzati in correnti, più o meno ufficiali. Chiede che si torni a guardare al bene della città, del territorio e di chi lo abita. Chiede che il confronto, anche aspro, non degeneri in contrapposizione permanente. Chiede sintesi.

Sappiamo bene che le questioni aperte non sono semplici. Sappiamo che trovare una mediazione autentica richiede un supplemento di responsabilità e, probabilmente, qualche sacrificio personale da parte di tutti. Ma la politica, quella vera, non è l’arte della rivendicazione. È l’arte della composizione.

Aldo Moro ricordava che “la politica è l’arte del possibile, ma anche del necessario”. E in un altro passaggio, riflettendo sul valore delle mediazioni, sottolineava come esse non siano un cedimento, bensì “il modo alto con cui si ricompongono interessi e visioni diverse per il bene comune”. Parole che oggi risuonano con una attualità sorprendente. Anche Enrico Berlinguer, in anni non meno complessi, richiamava alla sobrietà e alla responsabilità, affermando che la politica deve essere prima di tutto “servizio al Paese” e che la forza di un partito non sta nelle sue divisioni ma nella sua capacità di interpretare un interesse generale che supera i confini delle appartenenze interne. Non citiamo questi riferimenti per esercizio retorico. Li richiamiamo perché parlano a una tradizione politica che a Prato ha radici profonde e che non può essere dispersa in una stagione di incomprensioni.

Il nostro è un invito fermo ma rispettoso: fate il massimo sforzo per giungere in tempi adeguati a una sintesi chiara e condivisa. Trovate il punto di equilibrio che consenta al centrosinistra di presentarsi unito e forte al prossimo appuntamento elettorale. Offrite alla città una candidatura e un progetto che nascano da un confronto vero, ma che si traducano in una decisione assunta con responsabilità collettiva. Non parliamo per convenienza. Non abbiamo nulla da guadagnare, se non la serenità di vedere la nostra città affrontare le sfide che l’attendono – dallo sviluppo economico alla coesione sociale, dalla sicurezza alla qualità urbana – con una guida solida e con una maggioranza coesa. Ci muove esclusivamente la volontà di contribuire, con questa sollecitazione pubblica, a una schiarita in una situazione che rischia di diventare ogni giorno più complessa. Siamo rispettosi verso le dinamiche interne, ma non ci sentiamo indifferenti rispetto al destino della città.

La politica può ancora essere il luogo della sintesi alta. Dipende dalle scelte che verranno compiute nelle prossime settimane.

Con fiducia e con senso di responsabilità,

Alcuni esponenti della società civile pratese

I nominativi che seguono, ovvero i sottoscrittori della nota, precisano di intervenire a puro titolo personale e senza impegnare in alcun modo eventuali enti istituzioni imprese o associazioni di cui fanno parte.

Antoni Gianrico
Antoni Romolo
Bacci Maria Antonella
Becheri Aurora
Betti Stefano
Belli Daniela
Bini Franco
Bucci Marco
Cammelli Enrico
Cavaciocchi Remo
Cecchi Luana

Cecchini Adele
Cheli Maria Laura
Coveri Niccolò
Di Vivona Mattia
Di Pace Rino
En Nebigui Amina

Fanfani Davide
Fanti Giuseppe
Fiore Antonino
Galardi Giuditta
Galardi Luana
Galardi Luigi
Giorgi Lorenzo
Grandi Angela
Ibba Emanuele
Lapi Lorenzo
La Porta Elisa
Lacaria Luciano
Macrì Ester
Macrì Roberto
Manzan Alberto
Maragno Manuela
Matucci Alessandro
Medaglia Luisa
Menici Enrico
Moscardi Fernando
Migliori Sauro
Mura Gianna
Nocera Elisabetta
Nincheri Alessio
Panzera Francesco
Paolicchi Marco
Peris Luisa
Pratesi Alfio
Puccetti Luca
Settesoldi Sauro
Tabani Fabrizio
Tonfoni Elena

Torchia Carmine
Ulivi Nicoletta
Vanni Lia
Vannucci Luca

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