Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Prato ha disposto, su richiesta della Procura, gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, nei confronti di due imprenditori di origine cinese, una donna di 51 anni amministratore unico di una società a responsabilità con sede in via Chemnitz, in fase di liquidazione giudiziaria, e un uomo di 52, ritenuto amministratore di fatto della stessa ditta. I due sono accusati di bancarotta fraudolenta distrattiva per aver sottratto a un sequestro giudiziario circa diecimila capi d’abbigliamento riconducibili a produzioni “fast fashion”, di qualità superiore rispetto a quella generalmente realizzata nel distretto tessile pratese, contrassegnati da un marchio noto sul mercato.
L’inchiesta ricostruisce come, nel corso di una procedura concorsuale, gli indagati non abbiano consegnato le scritture contabili e abbiano violato i sigilli apposti ai magazzini in almeno due occasioni, l’8 e il 16 gennaio 2026. In tali circostanze, si sarebbero introdotti nei locali dove la merce era custodita a disposizione dei creditori, sottraendola con l’obiettivo di proseguire l’attività e reimmettere i prodotti clandestinamente sul mercato.
La società coinvolta sarebbe stata gestita in modo promiscuo insieme a un’altra ditta individuale, in una logica di massimizzazione del profitto. Le misure cautelari, adottate dopo l’interrogatorio dei due indagati, sono state eseguite dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Prato.





