Caro carburanti, Faib Confesercenti: “Speculazione delle compagnie e silenzio del governo. Pronti allo sciopero”

“Se il Governo continua a girarsi l’altra parte e a non affrontare la riforma del settore dei carburanti, siamo pronti allo sciopero”. E’ la posizione di Faib Confesercenti Prato, che dopo i rincari del 25% nel prezzo alla pompa nel giro di pochi giorni a seguito della guerra in Medio Oriente, denuncia una situazione divenuta ormai insostenibile per i benzinai, oltre che per i cittadini. 

“Il clima di sospetto alimentato dai recenti controlli della Guardia di Finanza anche a Prato, nel fine settimana, rappresenta un errore di prospettiva, perché sposta l’attenzione dai veri responsabili verso l’ultimo anello della catena, il gestore, che vive la stessa condizione di fragilità dell’utente finale”, dichiara Nicola Piacquadio, presidente di Faib Confesercenti Prato.

Faib Confesercenti sottolinea che il margine di guadagno del gestore è fisso e ammonta a soli 5 centesimi lordi per ogni litro erogato, indipendentemente dalle oscillazioni del mercato o dai rincari alla pompa. Ogni aumento di prezzo viene deciso dalle compagnie petrolifere e non produce alcun beneficio economico per chi gestisce l’impianto. “In tutto questo – prosegue Piacquiadio – il Governo resta inerte e beneficia indirettamente dell’aumento del gettito fiscale attraverso l’IVA applicata sulle accise, una sorta di tassa occulta che penalizza ulteriormente i consumatori”.

Faib Confesercenti Prato punta il dito contro un esecutivo debole con i forti e forte con i deboli, accusandolo di accanirsi sui piccoli imprenditori anziché intervenire alla fonte del problema. I gestori inoltre attendono da tre anni una riforma strutturale e organica del settore. “Nonostante le promesse del ministro Urso arrivate dopo le polemiche sul cartello del prezzo medio – spiega Piacquiadio – il disegno di legge giace dimenticato in Parlamento, impedendo di fatto la modernizzazione di un comparto nevralgico per l’economia nazionale e lasciando campo libero alle manovre speculative delle compagnie”.

Questa situazione sta spingendo la categoria verso la protesta. Piacquiadio avverte che “se il Governo continuerà a ignorare le richieste della federazione e a non affrontare seriamente il nodo della speculazione alla fonte, ricorreremo inevitabilmente allo sciopero dei gestori per dare un segnale forte contro un sistema che danneggia lavoratori e cittadini”.

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