Casa della Solidarietà. Carmignano apre il progetto abitativo per persone in grave difficoltà economica e sociale

Le prime tre persone sono già entrate nella “Casa della solidarietà”, la struttura di “housing first”, di accoglienza abitativa del Comune, gestita dalla Società della Salute area pratese, aperta stamani, in via Bicchi, nell’ex sede della Misericordia.
Più di 200 metri quadrati, su due livelli, con una disponibilità di otto posti letto, nelle quattro camere, tutte con bagni, di cui una a piano terra con accesso per disabili. Un ambiente abitativo composto anche da una zona soggiorno, a piano terra, comune per tutti gli ospiti, da una cucina e da un’ampia terrazza che si affaccia su un dolce panorama collinare. E in più a completare il progetto, altri circa 50 metri quadri adiacenti, che prossimamente funzioneranno da “banco alimentare”, gestito dalla Caritas.
Un progetto Pnrr, come ha sottolineato la direttrice della Società della Salute Lorena Paganelli, costato circa 340 mila euro, affidato alle cure di quattro cooperative (Alice, Pane e Rose, Humanitas e Misericordia), il cui restauro è stato diretto dall’architetto Lulghennet Teklé, con l’obiettivo, sempre Paganelli, «di dare sostegno a persone che si trovano, momentaneamente, in situazioni di disagio e povertà. Situazioni che sono reali e vere nella nostra provincia».
Una struttura che ha subito più usi, prima di passare dalla Misericordia al Comune, e che «finalmente – osserva il presidente della Misericordia di Carmignano Sergio Pagliai – realizza il lascito dichiarato dal conte Rasponi, nel 1933, di destinarla ad accoglienza, solidarietà e beneficenza».
Accoglienza, beneficenza e solidarietà, parole declinate anche dal sindaco Edoardo Prestanti: «Sono questi i valori che danno forza ad una comunità, che danno forza a comunità nazionali e locali in tempi nei quali si parla di forza in ben altri e più drammatici modi. La vera forza sta nella capacità di prendersi cura delle persone più deboli».
Un’opera, peraltro, come ha evidenziato il vicesindaco Federico Migaldi, «che nasce da un impegno collettivo, di Comune e di Società della Salute, ma anche di tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere questo risultato, tutti gli uffici che hanno permesso che da qui, da Carmignano, parta un rinnovato messaggio di speranza».
Il progetto è stato così sintetizzato: «Qui saranno ospitate persone con gravi disagi economici e sociali, ma il percorso è quello di restituirgli autonomia lavorativa e abitativa».
Un messaggio di fiducia evocato anche dal parroco di Carmignano, don Lia Matija: «Quando si presta attenzione agli ultimi c’è sempre una ragione di speranza».

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