Due piazze, una per una “Prato operaia, libera e antifascista”, l’altra per dire “Mai più fascismi, mai più deportazioni”. Così da piazza Duomo e piazza delle Carceri si sono alzate le voci di contrapposizione alla manifestazione sulla remigrazione di piazza Ciardi.
Il Sudd Cobas, che occupando piazza Europa di fatto ha costretto il comitato remigrazione a cambiare sede per la propria manifestazione, ha riunito in piazza Duomo circa 500 persone nella manifestazione organizzata insieme al Collettivo Gkn e al Comitato 25 aprile. Tanti i lavoratori stranieri presenti.
Circa 600 persone si sono invece riunite in piazza delle Carceri, dove una ventina tra associazioni, partiti e sindacati hanno dato vita ad una manifestazione per la difesa dei valori della democrazia e dell’accoglienza.
Alla manifestazione ha preso parte anche il presidente dela Regione Toscana Eugenio Giani.
“Oggi Prato ha dato la più bella risposta che una città possa dare. Lavoratori, cittadini, associazioni, sindacati, partiti, comunità di migranti sono scesi in piazza per dire no all’odio e alle discriminazioni, e per difendere i valori su cui si fonda la nostra democrazia. Qui non c’è spazio per chi si richiama, esplicitamente o implicitamente, alle pagine più buie della nostra storia, pagine che questa città conosce bene, e che non dimentica. La risposta di oggi – larga, civile, unitaria – dice molto di Prato. Non una città che si divide, ma una città che si riconosce nei propri valori e li difende insieme” ha detto il coordinatore del PD pratese Christian Di Sanzo presente alla manifestazione.
Parte dei manifestanti di piazza Duomo sono poi confluiti in piazza delle Carceri.
Le tre manifestazioni si sono svolte senza contatti ed incidenti. Imponente il dispositivo di sicurezza, che ha visto impiegati circa 400 agenti delle forze dell’ordine. Un elicottero ha sorvolato a lungo il centro, dove alcune strade sono state chiuse.




