martedì 20 Gennaio 2026

Chiude il Laboratorio Caritas, “una scelta sofferta ma frutto di un ragionamento”

Il 31 gennaio cesserà le proprie attività il Laboratorio della Caritas in via Magnolfi. Si tratta del servizio di accoglienza e di reinserimento sociale di persone in condizione di disagio attraverso il lavoro manuale. L’iniziativa è gestita dalla Fondazione Solidarietà Caritas onlus, che ha deciso di chiudere questa realtà dopo aver compiuto una valutazione complessiva dei propri impegni e attività, da un punto di vista sociale ed economico.

«I costi di gestione sono diventati troppo alti e non sono più sostenibili, la nostra scelta è quella di destinare queste risorse ad altri tipi di intervento sociale, in modo da raggiungere più persone – spiega Umberto Ottolina, presidente della Fondazione –, se però il servizio cessa, i posti di lavoro invece saranno salvaguardati e verrà offerto ai due utenti che lo frequentano nuove opportunità di impegno».

Attualmente al Laboratorio lavorano due dipendenti, alle quali la Fondazione ha comunicato la decisione della chiusura e proposto un impiego sempre all’interno delle realtà Caritas. Mentre sono due le persone che lo frequentano, arrivate tramite gli inserimenti socio terapeutici dell’Asl.

Sulla vicenda interviene il vescovo Giovanni Nerbini. «Decidere di far cessare un servizio di accoglienza e di carità è sempre una scelta sofferta, ma è anche frutto di un ragionamento. Nell’ambito di una valutazione complessiva dei propri impegni e attività, da un punto di vista sociale ma anche economico, la Fondazione Solidarietà Caritas ha ritenuto di porre fine all’esperienza del Laboratorio. Ciò avverrà il prossimo 31 gennaio.

L’obiettivo, mi è stato detto, è quello di spostare risorse su altre tipologie di servizio, in modo da raggiungere e sostenere più persone con lo stesso investimento. Sono stato inoltre rassicurato dal fatto che le due dipendenti venissero reintegrate all’interno del mondo Caritas, salvaguardando così i loro posti di lavoro. Attualmente sono due le persone che stanno frequentando il Laboratorio come inserimento socio terapeutico concordato con l’Asl. La Fondazione Solidarietà Caritas si è detta disponibile a trovare per loro nuove possibilità di impiego sempre all’interno delle proprie attività.

Questo percorso è stato compiuto dalla Fondazione, la Curia diocesana si è inserita nella questione cercando di capire se la tipologia del servizio offerto dal Laboratorio potesse essere rilevata da altre realtà sociali del territorio, ma questo proposito non si è realizzato.

Il lavoro svolto negli anni dal Laboratorio è stato importante e prezioso, siamo certi che questa esperienza abbia contribuito all’effettivo reinserimento sociale di coloro che l’hanno vissuta.

La Fondazione Solidarietà Caritas è impegnata su diversi fronti, tutti mirati alla cura delle fragilità e all’accompagnamento di chi si trova in un momento di difficoltà. Sono certo che saprà coinvolgere adeguatamente le due dipendenti e offrire soluzioni alternative per l’inserimento socio-terapeutico a coloro che hanno bisogno di sperimentare un ambiente lavorativo protetto».

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