“Le ormai note code di cittadini stranieri che, soprattutto nei fine settimana, si formano nelle adiacenze dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Prato, in attesa dell’apertura degli uffici per la presentazione delle istanze di protezione internazionale, rappresentano una problematica strutturale che non può continuare a essere affrontata attraverso il solo e prolungato impiego di personale della Questura”. A dirlo è Alfonso Luciano, Segretario Provinciale Generale FSP Polizia di Stato di Prato.
Come spiegato in un comunicato dalla Segreteria Provinciale FSP Polizia di Stato di Prato, da settimane operatori vengono impegnati per interi turni nella vigilanza dell’area, senza che ciò riesca a impedire il fenomeno, che spesso finisce semplicemente per spostarsi nelle immediate vicinanze. “La stampa locale ha più volte documentato l’insorgenza di liti e situazioni di tensione, con la necessità di ricorrere anche agli equipaggi delle Volanti e il conseguente impiego di risorse ordinariamente destinate al controllo del territorio e al pronto intervento. A ciò si aggiunge un’evidente criticità igienico-sanitaria, determinata dalla permanenza per ore, e talvolta per intere giornate e notti, di numerose persone nei giardini e nelle altre aree pubbliche circostanti, esposte al sole e alle intemperie e prive di adeguati servizi igienici – scrive Luciano -. Una situazione che non è dignitosa per nessuno e che certamente non può essere risolta affidandone la gestione ai soli operatori di Polizia. Quanto accaduto il 30 agosto ne rappresenta un’ulteriore conferma: una rissa scoppiata nelle adiacenze della Questura, verosimilmente per motivi legati alla priorità nella fila, ha richiesto l’intervento della pattuglia presente e degli equipaggi delle Volanti e si è conclusa con cinque arresti per rissa aggravata. La stessa Questura, nel proprio comunicato stampa, ha fatto riferimento al ripristino dell’’ordine e della sicurezza pubblica’ e alla prosecuzione di servizi volti a contrastare episodi di ‘turbativa dell’ordine e della sicurezza pubblica’. La FSP ha già formalmente rappresentato al Questore le proprie perplessità sull’attuale organizzazione del servizio. Sul più ampio tema della gestione del fenomeno, ci è stato anticipato che la Questura avrebbe già interessato Prefettura e Comune per i rispettivi profili di competenza”. Resta però necessaria, prosegue il comunicato, una riflessione seria “sulle modalità con cui, nel frattempo, questi servizi vengono organizzati e inquadrati. Un fenomeno noto, prevedibile e capace di generare situazioni di tale criticità difficilmente può continuare a essere ricondotto a una semplice vigilanza esterna, salvo poi dover ricorrere a ulteriori equipaggi quando la situazione si complica. Dalla politica e dalle istituzioni locali ci aspettiamo risposte concrete e rapide, non dichiarazioni di principio né proposte suggestive che rischiano di prescindere dal quadro normativo vigente e dalle effettive competenze in materia. Il problema è troppo serio per essere affrontato attraverso semplificazioni: occorre conoscere funzioni, responsabilità e limiti operativi delle amministrazioni coinvolte prima di indicare soluzioni apparentemente immediate ma, nella realtà, ben più complesse. Ben venga, quindi, ogni confronto realmente finalizzato a individuare una soluzione stabile. Ciò che non può diventare ordinario è continuare a impiegare i poliziotti, settimana dopo settimana, per gestire le conseguenze di un problema che deve invece essere affrontato alla radice”.






