Eni ha comunicato ufficialmente agli enti preposti di aver ultimato lo svuotamento dei serbatoi di idrocarburi al deposito di via Erbosa, la cessazione di ogni attività di stoccaggio e il venir meno delle condizioni che assoggettavano l’area alla cosiddetta “Direttiva Seveso”.
Nel deposito il 9 dicembre del 2024 un’esplosione causò la morte di 5 persone.
Proprio nelle scorse settimane la Procura di Prato ha inviato l’avviso di conclusione indagini a 9 indagati ai quali i reati contestati sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni personali colpose.
“Per Calenzano si tratta di una giornata storica. Dopo la tragica esplosione del 9 dicembre 2024, abbiamo insistito, in accordo con la Regione Toscana, sulla dismissione e siamo davvero felici che le nostre richieste siano state ascoltate da Eni – hanno dichiarato il sindaco Carovani e la giunta – Con la definitiva dismissione dell’impianto, secondo l’accordo sottoscritto con Eni, si entra ora nella fase della bonifica dell’area e della demolizione dei serbatoi e delle pensiline, per poi procedere alla realizzazione del grande parco fotovoltaico da 21 Megawatt di picco, a servizio della cittadinanza e del territorio che sorgerà nell’area”.
Le operazioni, iniziate lo scorso 7 aprile con il retropompaggio dei prodotti petroliferi presenti nei serbatoi verso la Raffineria di Livorno si sono concluse con successo il 24 maggio. Tutti i serbatoi dell’impianto, secondo le comunicazioni di Eni, risultano completamente svuotati e sono stati oggetto di interventi strutturali finalizzati alla loro definitiva sigillatura. queste modifiche impediscono tecnicamente e fisicamente qualsiasi futura reintroduzione o attività di stoccaggio di carburanti all’interno delle linee e delle strutture esistenti.





