Condannato a 12 anni per violenza su minore, uscirà 200 giorni prima dal carcere perché la cella è troppo affollata

Potrà usufruire di uno sconto della pena di 199 giorni per le condizioni “degradanti” e “disumane” in cui è stato costretto a vivere durante il periodo di detenzione nel carcere della Dogaia a Prato. E’ quanto stabilito – come riporta oggi Qn – dal tribunale di Sorveglianza di Firenze accogliendo la richiesta di un cittadino di origine pachistana, 61 anni, assistito dall’avvocato Andrea Palazzeschi, che da 2017 è detenuto nella casa circondariale di Prato per scontare una condanna definitiva a 12 anni per violenza sessuale su un minore.

Il detenuto, tramite il suo legale, ha più volte sollecitato il tribunale di sorveglianza a intervenire a causa delle condizioni “degradanti” in cui si svolgeva la detenzione. Fra le problematiche che lo stesso tribunale ha constatato c’è quella del sovraffollamento: in una cella da due persone, spesso ne vengono messe tre, lasciando lo spazio vitale a loro disposizione sotto i tre metri quadrati, limite imposto per legge. Il tribunale ha accertato che l’uomo è rimasto per 2.026 giorni nella cella insieme ad altri due detenuti vivendo in spazi angusti e troppo ristretti. Gli ha quindi concesso lo sconto della pena per la ristrettezza della cella calcolando, come prevede la legge, un giorno in meno di carcere ogni 10 di sovraffollamento o condizioni degradate. Inoltre ha disposto 288 euro a titolo di risarcimento per altri 16 giorni di detenzione “degradante”. “Ancora non è stato scarcerato perché la pena finisce nel dicembre del 2027 – ha sottolineato l’avvocato Palazzeschi – ma gli restano solo pochi mesi. Si parla di Sollicciano ma il carcere di Prato non è messo meglio”.

Sul caso del mancato rispetto dello spazio vitale di 3 metri quadrati per ciascun detenuto nelle celle del carcere di Maliseti ha condotto una battaglia legale la Camera Penale di Prato, che la scorsa estate, promuovendo alcune cause-pilota e grazie a periti di parte, ha scoperto che non erano attendibili le misurazioni ufficiali fornite dalla direzione del penitenziario, appurando che numerose celle avrebbero dovuto ospitare due detenuti, anzichè tre. Anche a seguito di quella iniziativa il Tribunale di Sorveglianza aveva riconosciuto i rimedi risarcitori per la detenzione in condizioni degradanti, mentre nelle situazioni di detenzione già conclusa è previsto il risarcimento di 8 euro per ogni giorno di inumano trattamento in carcere. Di “rimedi risarcitori, liberazione anticipata e misure alternative anche alla luce dei recenti interventi della Corte Costituzionale” si era parlato anche in un convegno, dedicato al sovraffollamento carcerario, organizzato dalla Camera Penale di Prato lo scorso gennaio Palazzo Banci Buonamici.

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