Conferimento liquami, gli impianti di depurazione aumentano le tariffe. L’allarme del Consorzio Spurghisti

Negli ultimi anni le imprese del comparto hanno sostenuto autonomamente i continui rincari del carburante e dei costi di gestione, assorbendo aumenti che hanno progressivamente eroso la marginalità. Oggi, i nuovi adeguamenti tariffari — che per Gida potrebbero arrivare fino al 3,5% in vista del prossimo riassetto societario in multiutility — rischiano di mettere in seria difficoltà l’intero settore.

Il Consorzio riconosce la disponibilità dimostrata dai dirigenti di Gida, che si sono messi a disposizione per individuare un possibile punto d’incontro. Tuttavia, la situazione rimane complessa: il Comune è attualmente commissariato, il cammino verso la multiutility non è ancora del tutto chiaro e il percorso sulla modalità di gestione del servizio idrico integrato, che rappresenta un fondamentale tassello per la depurazione, non è ancora concluso. “Questa incertezza – sottolinea il Consorzio – genera ulteriore confusione e non offre alle aziende la stabilità necessaria per programmare il futuro”.

“Abbiamo bisogno di certezze per rassicurare i nostri clienti – dichiara Massimo Durgoni, presidente nazionale del Consorzio Spurghisti Associati -. È inevitabile che questi aumenti si ripercuotano sui prezzi finali, con effetti che coinvolgeranno cittadini, aziende ed enti pubblici. Le nostre imprese stanno facendo il possibile per non gravare ulteriormente sul territorio, ma la situazione è ormai insostenibile”.

Il Consorzio ribadisce la necessità di investire in innovazione e in nuovi sistemi di depurazione, fondamentali per ridurre i costi operativi e garantire maggiore efficienza. Allo stesso tempo, viene rivolto un appello ai vertici politici affinché prendano finalmente in esame le criticità del settore, che da anni chiede soluzioni concrete e immediate.

“Come imprenditori – conclude Durgoni – continuiamo a impegnarci per mantenere competitività e qualità del servizio, evitando di essere schiacciati dalla concorrenza proveniente da regioni che non affrontano le nostre stesse problematiche. Ma servono interventi strutturali e una visione condivisa per tutelare un comparto essenziale per la sicurezza ambientale e sanitaria del territorio”.

Giornate di forte tensione per il Consorzio degli Spurghisti Toscani, che riunisce 50 aziende del settore e che si è incontrato negli spazi di Prato di Confindustria Toscana Nord per affrontare il tema delle imminenti variazioni dei prezzi degli impianti di depurazione, tra cui quelli gestiti da Gida. A questo scenario si aggiunge l’aumento Istat previsto per il 2025, pari a circa l’1,5%.

Negli ultimi anni le imprese del comparto hanno sostenuto autonomamente i continui rincari del carburante e dei costi di gestione, assorbendo aumenti che hanno progressivamente eroso la marginalità. Oggi, i nuovi adeguamenti tariffari — che per Gida potrebbero arrivare fino al 3,5% in vista del prossimo riassetto societario in multiutility — rischiano di mettere in seria difficoltà l’intero settore.

Il Consorzio riconosce la disponibilità dimostrata dai dirigenti di Gida, che si sono messi a disposizione per individuare un possibile punto d’incontro. Tuttavia, la situazione rimane complessa: il Comune è attualmente commissariato, il cammino verso la multiutility non è ancora del tutto chiaro e il percorso sulla modalità di gestione del servizio idrico integrato, che rappresenta un fondamentale tassello per la depurazione, non è ancora concluso. “Questa incertezza – sottolinea il Consorzio – genera ulteriore confusione e non offre alle aziende la stabilità necessaria per programmare il futuro”.

“Abbiamo bisogno di certezze per rassicurare i nostri clienti – dichiara Massimo Durgoni, presidente nazionale del Consorzio Spurghisti Associati -. È inevitabile che questi aumenti si ripercuotano sui prezzi finali, con effetti che coinvolgeranno cittadini, aziende ed enti pubblici. Le nostre imprese stanno facendo il possibile per non gravare ulteriormente sul territorio, ma la situazione è ormai insostenibile”.

Il Consorzio ribadisce la necessità di investire in innovazione e in nuovi sistemi di depurazione, fondamentali per ridurre i costi operativi e garantire maggiore efficienza. Allo stesso tempo, viene rivolto un appello ai vertici politici affinché prendano finalmente in esame le criticità del settore, che da anni chiede soluzioni concrete e immediate.

“Come imprenditori – conclude Durgoni – continuiamo a impegnarci per mantenere competitività e qualità del servizio, evitando di essere schiacciati dalla concorrenza proveniente da regioni che non affrontano le nostre stesse problematiche. Ma servono interventi strutturali e una visione condivisa per tutelare un comparto essenziale per la sicurezza ambientale e sanitaria del territorio”.

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