“Cancellare la fondazione privata attualmente presente ed avere il Centro di Scienze Naturali a gestione completamente pubblica. Per renderlo un reale polo scientifico siamo per unire realmente il Museo di Scienze Planetarie alla realtà di Galceti”. A lanciare la proposta è Unità Popolare che alle prossime elezioni comunale sostiene la candidatura a sindaco di Enrico Zanieri.
Per Unità Popolare il CSN, chiuso dal 2020, è stato abbandonato a sé stessa a causa di una visione politica assente”. “La storia del CSN è lunghissima e sedimentata nella mente dei pratesi – ricorda Zanieri -. È stata un luogo che permetteva di svagarsi, fare divulgazione ambientale e che offriva un servizio di recupero fauna da fare impallidire qualsiasi altra realtà Toscana. Un fiore all’occhiello per Prato che, invece di essere potenziato, pubblicizzato e fatto conoscere, è stato invece portato a una lenta e decadente morte. Leggiamo da anni futuristici piani di riqualificazione e vediamo altrettanti rendering di come il Parco sarebbe dovuto diventare. La realtà, come spesso accade, è molto più amara. La completa mancanza di visione politica ha portato Prato a perdere un punto centrale per la vita dei suoi cittadini ed è questo che noi vogliamo invertire. Se vogliamo che il CSN torni a rivestire quel ruolo fondamentale che svolgeva per tutto il territorio, devono essere le istituzioni ad occuparsene direttamente, senza lasciarsi tentare da quelle sirene private soggette a dinamiche economiche che spesso vanno in contrasto con ciò di cui i cittadini davvero hanno bisogno”.
Da qui la proposta lanciata da Unità Popolare di “cancellare la fondazione privata attualmente presente ed avere il centro a gestione completamente pubblica. Per renderlo un reale polo scientifico siamo per unire realmente il Museo di Scienze Planetarie alla realtà di Galceti. Inoltre, di difficile attuazione ma non impossibile, lo studio per l’istituzione di una clinica veterinaria pubblica che offra i servizi sia agli animali interni al parco, sia ai cittadini con necessità o alle molte associazioni che si occupano di recupero animali da affezione che spesso devono sobbarcarsi personalmente le spese veterinarie” conclude Zanieri.





