A Firenze apre «Discover – Fuori dal guscio», primo presidio in Italia dedicato alla disconnessione dagli schermi. A gestirlo sarà ReteSviluppo, la cooperativa nata a Prato nel 2008 da un gruppo di giovani ricercatori.
Il primo centro italiano interamente dedicato alla disconnessione digitale aprirà a Firenze, ma l’idea da cui nasce ha una radice pratese. L’accordo che dà vita a «Discover – Fuori dal guscio» è stato firmato mercoledì 22 luglio a Santa Maria Nuova da Asl Toscana centro, Comune di Firenze e ReteSviluppo. E ReteSviluppo, cooperativa oggi impresa sociale, è nata a Prato nel 2008.
Una cooperativa nata a Prato nel 2008
A fondarla, diciotto anni fa, fu un gruppo multidisciplinare di giovani ricercatori dell’Università di Firenze con competenze in data science, ricerca sociale, comunicazione e partecipazione. Da subito la cooperativa ha lavorato con atenei, centri di ricerca e pubbliche amministrazioni su progetti di innovazione sociale e di programmazione nel settore socio-sanitario, dalla collaborazione con la Scuola Sant’Anna di Pisa sulla valutazione delle politiche sanitarie regionali fino ai progetti europei di ricerca.
La svolta verso l’educazione digitale arriva a metà degli anni Dieci: nel 2016 ReteSviluppo partecipa alla fondazione della startup Kinoa Innovation Studio, suo braccio tecnologico, e l’anno successivo avvia con l’Università di Firenze il Data Life Lab. Da lì nascono i format per le scuole sull’uso responsabile dei social network, i laboratori di costruzione partecipata di videogiochi, più di recente i percorsi sull’intelligenza artificiale per la scuola dell’infanzia e la primaria. Nel 2023, al quindicesimo anno di attività, la cooperativa diventa impresa sociale. Alla presidenza, dal 2019, c’è Ester Macrì.
Che cosa sarà il centro Discover
Il nome è un gioco di parole: togliere la cover, il velo del digitale, per tornare a scoprire il mondo reale. Il centro sarà ospitato nella Biblioteca Chiarugi di San Salvi, in spazi messi a disposizione dall’Azienda sanitaria, e si rivolgerà a ragazzi e giovani dai 10 ai 25 anni. È un progetto pilota: partirà dopo l’estate e in questa prima fase proseguirà fino a dicembre 2026, con la possibilità di attivare interventi anche in altri luoghi dell’area metropolitana grazie al ruolo di raccordo del Comune di Firenze.
Non sarà un servizio clinico, ma uno spazio educativo e preventivo: sportello di ascolto per adolescenti, genitori e famiglie, laboratori di media education e di creatività digitale, attività di socialità «analogica» — giochi da tavolo, laboratori manuali, esperienze di gruppo — e attività sportive all’aperto. Uno spazio sarà riservato agli adulti di riferimento, con incontri su uso precoce dei dispositivi, sharenting e cosiddetto «baby-sitting digitale». Se emergeranno casi di ritiro sociale o disagio psicologico, l’Azienda sanitaria favorirà il collegamento con i servizi specialistici.
Non semplici divieti
L’impostazione è dichiaratamente lontana da logiche proibizionistiche. Il direttore di Asl Toscana centro Valerio Mari ha parlato di un centro «necessario», che mancava sul territorio, in una prospettiva di responsabilizzazione. «Non proporremo semplici divieti», ha spiegato la presidente di ReteSviluppo Ester Macrì, indicando i due pilastri del progetto: la disconnessione guidata e la promozione di un uso consapevole della tecnologia, per trasformare i giovani da consumatori passivi a protagonisti del proprio tempo. Per l’assessora alle Politiche giovanili del Comune di Firenze Letizia Perini si tratta di aiutare ragazzi e ragazze a trovare un equilibrio «tra il tempo trascorso online e quello vissuto nelle relazioni».
Un tema che a Prato non è certo estraneo: la dispersione scolastica, il ritiro sociale e l’uso precoce degli schermi sono da anni al centro del lavoro di scuole, servizi e associazioni cittadine. E che il primo laboratorio nazionale su questo fronte nasca dall’esperienza di una cooperativa fondata in città è, per Prato, un dato che vale la pena registrare.
Informazioni: centrodiscover.it – info@centrodiscover.it







