Don Didaco Bessi è ufficialmente venerabile per la Chiesa

Mentre si trovava al Policlinico Gemelli, dove era ricoverato, papa Francesco non ha mai smesso di lavorare per la Chiesa. Due mesi prima di morire, il 24 febbraio di quest’anno, il Pontefice argentino ha firmato il decreto del dicastero per le cause dei santi che dichiara don Didaco Bessi venerabile. Una decisione attesa nove anni dalle Domenicane di Santa Maria del Rosario, le suore di Iolo, fondate dal sacerdote scomparso nel 1919, convinte della santità del «loro» pievano. Dopo la pubblicazione del decreto, il passo successivo è stato la lettura pubblica del riconoscimento delle virtù eroiche di don Didaco. Questo momento si è tenuto martedì 7 settembre, festa della Madonna del Rosario, con una celebrazione eucaristica in cattedrale. Poi si è aperto il capitolo generale delle Domenicane di Iolo, dunque alla messa per don Didaco erano presenti anche le suore capitolari provenienti da diverse parti del mondo.

«Per noi è un momento importante, si tratta di un segno di speranza che proviene direttamente dal nostro fondatore – dice Madre Maria Perdacciu, superiora generale della congregazione –, non nascondiamo di aver passato un periodo non facile. La pandemia ha messo a dura prova la gestione della nostra Rsa e ha lasciato strascichi, anche finanziari. Abbiamo accolto la dichiarazione di venerabilità come se don Didaco ci dicesse: “Continuate su questa strada, abbiate speranza nel futuro”». In centotrenta anni di storia le Domenicane di Iolo hanno sempre guardato avanti e di strada ne è stata fatta tanta, adesso sono oltre duecento, sono presenti in tre continenti e a novembre inaugureranno una nuova struttura: Casa della Speranza a Cochin in India, per l’accoglienza di donne con problemi psichici.

 

 

La dichiarazione di venerabilità. La messa del 7 ottobre è stata presieduta dal vescovo Giovanni Nerbini, presente il domenicano padre Francesco Ricci, postulatore della causa di beatificazione. Subito dopo la lettura del decreto don Didaco è diventato ufficialmente venerabile e può essere pregato come tale. Nell’occasione sono stati distribuiti i santini contenenti la nuova preghiera per chiedere l’intercessione del sacerdote venerabile. A scriverla è stato padre Ricci. Ricordiamo che il prossimo passo verso la beatificazione potrà avvenire solo in presenza di una grazia accertata. «In passato ce ne sono state diverse, ma non possiamo farci riferimento perché sono mancanti della documentazione medica – spiega suor Marinella Bini, notaio dell’inchiesta diocesana su don Bessi – solo in presenza di documenti che attestano il miracolo è possibile capire se siamo o no in presenza di una manifestazione soprannaturale avvenuta per sua intercessione, occorre istruire un nuovo processo per studiare le carte. Oggi non abbiamo questa possibilità». L’invito delle suore di Iolo è dunque quello di pregare chiedendo l’intercessione di don Didaco. «Noi lo facciamo tutti i giorni secondo le intenzioni che ci arrivano da tante persone», aggiunge Madre Maria.

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