martedì 20 Gennaio 2026

Dormitorio abusivo in una confezione: arrestato cinese con permesso di soggiorno per motivi di giustizia

Un dormitorio abusivo e fatiscente, ricavato all’interno di un capannone industriale, è stato scoperto nel corso di un’attività investigativa coordinata dalla Procura di Prato contro lo sfruttamento lavorativo nel distretto tessile. L’intervento, avvenuto nella giornata di ieri in via XX Settembre, a Iolo, ha portato al sequestro preventivo urgente dell’immobile e all’arresto in flagranza di reato di un cittadino cinese che beneficiava di un permesso di soggiorno per motivi di giustizia.

Il blitz, avvenuto all’interno dello stabile produttivo della ditta “Confezione Ren Liwei”, ha consentito di accertare la presenza di ambienti adibiti a dormitorio per i lavoratori. I posti letto – nove in totale – erano stati ricavati in spazi angusti inferiori ai 50 metri quadrati complessivi: un vano sottotetto, in un ripostiglio esterno, e all’interno di porzioni di camere separate da tramezzi in cartongesso, con l’unico scopo di aumentare la capienza.

I locali erano privi dei requisiti minimi di abitabilità previsti dalla normativa vigente: assenza di adeguata aerazione e illuminazione, mancanza di riscaldamento e condizioni igienico-sanitarie definite “del tutto precarie”. Particolarmente grave anche la presenza di un impianto elettrico rudimentale, con il rischio di incendio e folgorazione.

Secondo quanto riferito dalla Procura, all’interno dei locali produttivi era in corso un’intensa attività di confezionamento di capi di abbigliamento per conto di noti marchi della moda, in attesa dell’apposizione delle etichette. Un contesto che, secondo gli inquirenti, conferma una logica di massimizzazione del profitto a scapito dei diritti fondamentali dei lavoratori.

Il sequestro è stato disposto ipotizzando i reati di assunzione di lavoratori irregolari, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, oltre a violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Nel corso dell’operazione sono stati individuati tre lavoratori irregolari; uno di loro è stato trovato addormentato all’interno del ripostiglio adibito a dormitorio, descritto dagli investigatori come una vera e propria “stamberga”.

L’arrestato, già lavoratore irregolare presso un’altra azienda tessile – l’Arte Stampa srl, finita nei mesi scorsi al centro di un fatto di cronaca – aveva beneficiato in passato di misure di tutela previste dal Testo unico sull’immigrazione, incluso un permesso di soggiorno per motivi di giustizia. Proprio questa circostanza ha spinto la Procura a ottenere la revoca del permesso, essendo venuti meno i presupposti di collaborazione e il rispetto degli impegni assunti dal cinese. Per gli inquirenti l’uomo sarebbe in realtà un prestanome dei gestori di fatto dell’azienda, che lo avrebbero utilizzato per schermarsi dalle responsabilità penali, amministrative e fiscali.

Le indagini – coordinate dalla Procura di Prato – sono state condotte dal Gruppo Prevenzione e Contrasto ai gravi fenomeni di sfruttamento dell’ASL Toscana Centro e dai Carabinieri del Comando Provinciale di Prato.

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