Mentre PD e centrodestra continuano a nicchiare sulla scelta del candidato a sindaco, alle prese da mesi con discussioni e divisioni interne, si registra la discesa in campo di Jonathan Targetti, già candidato alle elezioni comunali del 2024. Stavolta Targetti si candida a sindaco a capo del progetto “L’alternativa c’è” che raggruppa sotto lo stesso tetto nove liste: Partito Liberaldemocratico, Ora!, Radicali pratesi, Liberisti Italiani, Unione liberale, Aria Nuova Prato, Prato Libera & Sicura, Lista civica Taiti e Lista civica Targettopoli.
“Una città smarrita, tra opacità e clientele. Prato sta vivendo una stagione tra le più buie che i pratesi possano ricordare” inizia così il manifesto del nuovo progetto politico. “Il primo commissariamento della storia della città ha privato i cittadini di una guida legittimata dal voto, lasciando l’amministrazione comunale in uno stato di paralisi istituzionale che ha pesato sui servizi, sugli investimenti e sulla fiducia collettiva. A questo si sommano ombre inquietanti: inchieste giudiziarie che coinvolgono la classe dirigente, opacità nelle scelte pubbliche e trasformazioni urbanistiche che hanno destato molti dubbi. È il segnale di un sistema che ha perso la bussola dell’interesse comune sostituendola con quella degli interessi particolari”.
Da qui la decisione di “unire le forze, per una vera alternativa libera in questo complesso scenario”, dando vita a una coalizione e che “non è nata nei palazzi romani e non è nemmeno una proposta che vuole tutelare quelle filiere di potere che hanno portato la città nel caos. È una convergenza nata dal bisogno di ridare a Prato una guida capace, trasparente, concreta e libera da condizionamenti”.

Nella foto Jonathan Targetti in occasione della recente presentazione del suo libro “Pratown”.
“Partecipazione, merito, legalità e sicurezza”, queste le parole chiave del progetto a sostegno della candidatura a sindaco di Jonathan Targetti, “una proposta che sappia ridare quella dignità che Prato merita, che risponda al bene comune, che trovi le soluzioni ai problemi lasciati in eredità dalle passate amministrazioni, che entri nelle contraddizioni urbanistiche e nelle ferite sociali, che trasformi la multietnicità in un punto di forza, che coinvolga anche i privati nel rilancio della città ma sempre con trasparenza e rispetto delle regole”.
Infine l’appello alla città: “Prato, rialzati!”. Un appello rivolto ” a tutti quei pratesi che non si sono rassegnati” e “continua a credere che la politica possa essere servizio e non ufficio di collocamento”.




