Estorsioni e truffe dietro le vendite porta a porta, 10 indagati

Dietro una società di vendita porta a porta in provincia di Padova c’era una vera e propria organizzazione a delinquere finalizzata a compiere truffe ed estorsioni ai danni di donne anziane, in tutta Italia, Prato compresa. È quanto la Procura di Padova contesta a 10 persone, di cui 5 soggette a misura cautelare personale (di cui una è finita in carcere e due agli arresti domiciliari). Sono in corso perquisizioni e sequestri di profitti illeciti, quantificati in 2,5 milioni di euro. Secondo le indagini della guardia di Finanza, la società aveva comprato da altre società di vendita porta a porta gli elenchi di persone anziane, che venivano contattate quotidianamente per vendere prodotti con modalità truffaldine. Di fatto le anziane venivano obbligate ad acquistare articoli casalinghi (ferri da stiro, set di pentole, materassi, poltrone reclinabili, dispositivi elettromedicali di magnetoterapia) presentati come di ottima qualità ma in realtà di scarso valore, a prezzi fra i 5.000 e i 7.000 euro, facendo stipulare finanziamenti presso primarie società di credito al consumo. Per persuadere le vittime, i venditori spiegavano che gli acquisti erano dovuti in virtù di pregressi contratti stipulati anni prima anche con altre imprese del settore. In caso di rifiuti all’acquisto, gli indagati minacciavano di adire le vie legali per far valere l’asserito obbligo di ulteriori acquisti: da qui la contestazione del reato di estorsione. In alcuni casi i venditori porta a porta, diversi di loro già gravati da precedenti, si sono ripresentati più volte a casa delle medesime vittime per far ordinare nuovi articoli e rimodulare i finanziamenti già attivati. Una donna di Padova è così arrivata ad acquistare prodotti per un totale di 22.000 euro, oltre a 3.000 euro di interessi di finanziamento prolungato fino al 2030. Il gruppo di venditori si arricchiva grazie a ricarichi fino all’800% sui prodotti venduti e grazie alle provvigioni riconosciute dalle società di finanziamento per ogni singola concessione di credito al consumo. Le vittime, secondo gli accertamenti delle fiamme gialle, sono oltre 1200 in varie parti d’Italia, comprese le città toscane di Prato, Firenze, Lucca, Siena e Arezzo.
Le indagini sono partite dall’osservazione dell’alto tenore di vita dei principali indagati, che frequentavano i migliori ristoranti e luoghi della movida di Padova, si concedevano vacanze da sogno, acquisti di capi di alta moda e viaggiavano a bordo di auto di lusso: Ferrari, Lamborghini, Bentley e Porsche prese a noleggio.

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