Applicazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Prato per tre anni e confisca di un immobile commerciale e di una società. Sono le misure di prevenzione (personali e patrimoniali), applicate dal tribunale di Firenze su richiesta della Procura pratese, nei confronti di un 49enne cinese, ritenuto un evasore fiscale seriale e pericoloso, gestore di fatto di una filiera di imprese apri e chiudi.
Il 49enne – già coinvolto in un procedimento penale per reati tributari – avvalendosi di consulenti compiacenti, avrebbe intestato la titolarità di almeno otto ditte individuali a prestanome cinesi, per dissimulare la gestione di fatto. Meccanismo andato avanti per anni, attuato anche nel periodo in cui era stato avviato l’iter procedurale che ha portato alla confisca di prevenzione.
L’attività di ogni impresa veniva cessata con l’insorgere dei primi rilevanti debiti erariali, con lo scopo di neutralizzare eventuali azioni di accertamento o riscossione. Strategia illecita che negli anni ha permesso al 49enne di non pagare imposte, sanzioni e interessi per oltre 4 milioni di euro.
L’imprenditore non ha inoltre presentato dichiarazioni fiscali (nell’ordine di svariati milioni di euro), avvalendosi di un falso sistema di fatturazioni per acquisti e cessioni in nero.
La Procura sottolinea che si tratta del primo caso in Toscana di applicazione della misura di confisca patrimoniale congiuntamente alla sorveglianza speciale nei confronti di un evasore fiscale, proprio in virtù della riconosciuta pericolosità sociale dell’uomo.
“Un’applicazione che segna un importante punto di svolta nell’approccio repressivo verso le più insidiose forme di illegalità economica, riconoscendo espressamente come l’evasione fiscale seriale – quando connotata da reiterazione, strutturazione organizzativa, impiego sistematico di strumenti fraudolenti e impatto economico rilevante – possa integrare una pericolosità sociale equivalente a quella delle condotte tipiche della criminalità economica tradizionale” ha specificato il Procuratore Tescaroli.
Per assicurare la continuità d’impresa della società confiscata è stato nominato un amministratore giudiziario.




