E’ stato individuato e condotto in carcere il presunto responsabile della gambizzazione di un 37enne marocchino avvenuta l’8 agosto 2025 in via Ardigò, zona “Cantiere”.
Si tratta di un italo-francese di 36 anni.
Su richiesta della Procura ieri nei confronti del 36enne è stata eseguita la misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Prato.
I fatti, come detto, risalgono allo scorso agosto, quando il marocchino venne ferito anche con colpi di arma da fuoco alle gambe.
La vittima nello specifico ha riportato ferite varie: alla gamba destra da arma da fuoco, all’orecchio destro provocata da un corpо contundente, all’orecchio sinistro una ferita lacero contusa da aggressione. Sul luogo dell’aggressione nel corso del sopralluogo effettuato furono trovati due proiettili calibro 9.
L’arrestato ha un “curriculum” criminale corposo, caratterizzato da precedenti per reati contro il patrimonio, commessi anche con violenza alle persone, e per delitti legati agli stupefacenti. Subito dopo i fatti si è reso irreperibile e ha vissuto in clandestinità “per far calmare le acque”, come ha comunicato alla moglie. Le indagini per individuare e rintracciare il presunto responsabile sono durate circa sei mesi, fino alla sua cattura da parte degli uomini della squadra mobile a Prato in zona Santa Lucia, mentre stava andando a comprare le sigarette.
L’arrestato è stato associato nel carcere della Dogaia.
Nelle indagini un ruolo centrale hanno avuto le dichiarazioni della vittima, che pur avendo fornito nell’immediatezza utili elementi, si è rifiutata di formalizzarle per il timore di subire ripercussioni peggiori, anche per la spregiudicatezza criminale mostrata dal suo aggressore.
Solo nel corso dell’escussione della misura cautelare ha reso significative dichiarazioni accusatorie nei confronti dell’arrestato, senza tuttavia fornire elementi utili a chiarire i motivi della violenta aggressione.
“I fatti – fa sapere il Procuratore – si inquadrano verosimilmente in uno scontro correlato al traffico di stupefacenti e a uno screzio verificatosi tra l’autore e la persona offesa”.
L’ordinanza è stata emessa per i reati di detenzione e porto di arma comune da
sparo.
“Si segnala l’importanza della denuncia da parte delle persone vittime di reato, che
con il loro contributo possono fornire preziosi apporti agli investigatori, come è
accaduto nel caso di specie” ha aggiunto il Procuratore.
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