Le proposte emerse dall’iniziativa “Le città sono di chi le vive”, promossa dal Coordinamento Migranti Prato in collaborazione con i Giovani Dem e la Sezione di San Giusto del PS, non possono restare un elenco di buone intenzioni. Per Niccolò Ghelardini, Segretario dei Giovani Democratici di Prato, e Arjana Salimusaj, Consigliera comunale di Prato, rappresentano una piattaforma politica sulla quale costruire il lavoro delle istituzioni nei prossimi mesi riprendendo il lavoro portato avanti nell’ultima legislatura.
«Il Coordinamento Migranti ha fatto quello che la buona politica dovrebbe sempre saper fare: mettere insieme esperienze diverse, ascoltare i bisogni reali della città e trasformarli in proposte credibili – dichiara Niccolò Ghelardini, Segretario dei Giovani Democratici di Prato –. Ora spetta alle istituzioni dimostrare di essere all’altezza. Non può esserci alcun passo indietro rispetto al lavoro costruito negli anni passati: va rafforzato e aggiornato, non archiviato. Prato è una città plurale e le comunità migranti devono essere riconosciute come parte attiva della sua costruzione, non come semplici interlocutori da consultare».
«Serve un cambio di approccio – prosegue Ghelardini –. Le politiche cittadine non possono limitarsi a gestire le emergenze: devono garantire diritti, partecipazione e opportunità. Per questo chiediamo che il confronto con il Coordinamento Migranti diventi stabile e permanente, perché chi vive quotidianamente i problemi della città deve poter contribuire anche a costruirne le soluzioni».
Arjana Salimusaj, Consigliera comunale di Prato, sottolinea come molte delle proposte debbano tradursi in atti amministrativi locali, in attesa che il Governo faccia la propria parte: «Come Consigliera comunale di maggioranza mi sto attivando affinché questo lavoro trovi uno sbocco concreto. A partire dal tema dei permessi di soggiorno, riprendendo il percorso già avviato nella precedente consiliatura per chiedere il trasferimento ai Comuni di alcune competenze oggi in capo alle Questure, così da rendere i servizi più vicini alle persone. Accanto a questo – aggiunge Salimusaj – dobbiamo dare una piena applicazione della normativa sulla residenza fittizia per chi è senza fissa dimora: il diritto alla residenza va riconosciuto. Vogliamo lavorare per rafforzare la mediazione linguistica e culturale in tutti i servizi essenziali, rilanciare il protocollo sull’italiano L2, sostenere la nascita di un Polo Multiculturale, favorire l’apertura di uno sportello CIMEA per il riconoscimento dei titoli di studio esteri e costruire strumenti efficaci contro le discriminazioni nell’accesso alla casa. Sono proposte concrete sulle quali intendiamo impegnarci fin da subito».
«Prato ha tutte le energie per essere un modello di inclusione e partecipazione – conclude Salimusaj –. Il compito delle istituzioni è ascoltare, scegliere e costruire insieme. È questo l’impegno che noi intendiamo portare avanti».






