Giovane accoltellato, le reazioni in città

Dopo l’accoltellamento di un 23enne al culmine di un tentativo di rapina avvenuto questa notte in piazza Mercatale, sono numerose le reazioni che arrivano dal mondo della politica che richiamano ancora una volta l’attenzione sul tema sicurezza.

“Ripristinare la sicurezza è un obiettivo prioritario per Forza Italia e di tutto il Centrodestra, viste le condizioni nelle quali è stata lasciata la città per 10 anni, tra annunci, plateale menefreghismo, sottovalutazione dell’illegalità diffusa, senza soluzioni. Senza sicurezza la città non vive, non lavora, non cresce e non è libera. Non si possono più accettare episodi gravissimi, ormai diventati l’ordinario come questo, o zone franche. Il governo di Centrodestra in questi anni ha fatto decreti sulla sicurezza, come per le periferie e il sociale, adesso stiamo riformando la polizia locale noi abbiamo dato gli strumenti le amministrazioni Biffoni/Bugetti non li hanno utilizzati per il bene del territorio” ha detto la deputata pratese di Forza Italia Erica Mazzetti.

“Quanto successo dimostra ancora una volta una verità che tanti cittadini conoscono bene: il problema dell’insicurezza a Prato non è una percezione, è una realtà critica che da tempo colpisce quartieri, piazze e attività della nostra città. Non possiamo continuare ad abituarci a tutto questo. E soprattutto non possiamo più accettarlo” ha commentato Claudiu Stanasel, candidato per la Lega al consiglio comunale.
“Basta buonismo, è necessario sanzionare adeguatamente e senza sconti chi, italiano o straniero, si macchia di reati così gravi” ha aggiunto il commissario regionale della Lega Andrea Crippa.

“Il problema della sicurezza esiste e va affrontato con serietà, investimenti, prevenzione, presidi sul territorio e risorse adeguate per le forze dell’ordine – ha commentato il segretario regionale del PD Emiliano Fossi – Da questo Governo, però, continuano ad arrivare soltanto annunci e passerelle, mentre i territori vengono lasciati soli. Servono risposte concrete e un lavoro istituzionale condiviso, non il solito teatrino della propaganda” conclude Fossi.

“Siamo di fronte a una violenza inaudita. Una violenza che, stando alle prime ricostruzioni, vedrebbe tra gli aggressori anche un minorenne. E’ un dato allarmante su cui tutti dovremmo riflettere con attenzione, invece di lanciare attacchi – ha detto ilo segretario reggente del PD pratese Christian Di Sanzo, aggiungendo – Eppure, mentre il ragazzo aggredito versa ancora in gravi condizioni, la destra cerca di imputare al Partito Democratico le responsabilità che sono del governo e del Ministero dell’Interno, forse dimenticandosi che Meloni e Salvini sono al governo da quasi quattro anni e che a Prato non hanno dato un agente in più. Nemmeno uno”.

Aldo Milone, ex assessore alla sicurezza e candidato al consiglio comunale per la lista L’Alternativa c’è Targetti sindaco, indica alcuni provvedimenti per aumentare la sicurezza e coinvolgere maggiormente la polizia locale: “Dal Daspo Urbano alla dotazione della Pistola Taser alla Polizia Locale, alla creazione di un nucleo di Sicurezza Urbana che ha un compito principale proprio nel controllo del territorio”.

Sulla vicenda è interenuta anche Unità popolare Prato:
“In molti, oggi, parlano di avere maggiore polizia, maggiori controlli, più telecamere. Molti di questi schieramenti politici, sono gli stessi che da anni tagliano i bilanci statali, che non coordinano le attività delle polizie e che hanno reso le carceri delle scuole di delinquenza. Ma vogliamo aggiungere anche un altro aspetto. Perché il degrado e la microcriminalità non si debellano senza una azione sera contro le grandi criminalità e le associazioni mafiose e non si sconfiggono senza politiche sociali profonde, che investano la scuola e l’educazione, lo sport e le attività ricreative. Vedere oggi solo l’aspetto securitario, significa cavalcare l’onda emotiva. I controlli servono, ma senza interventi sociali avranno solo l’effetto di acuire il disagio, senza risolvere il problema della sicurezza.”

“L’accoltellamento avvenuto ieri sera in Piazza Mercatale è solo l’ultimo, gravissimo episodio di una cronaca che non può più essere ignorata. Non è percezione: la mancanza di sicurezza a Prato è una solida e violenta realtà” ha detto il candidato sindaco Claudio Belgiorno, che sul tema sicurezza propone un tavolo permanente guidato dal Sindaco, che si riunisca quotidianamente per mappare le zone calde e coordinare gli interventi. “Piazza Mercatale, il Soccorso e la Stazione Centrale devono essere sotto una lente d’ingrandimento costante, non solo dopo che il sangue è stato versato”.
“Per sopperire alle carenze di organico, il Comune deve mettere in campo una strategia di sicurezza sussidiaria. La Polizia Locale deve essere liberata da compiti burocratici per tornare in strada, supportata da agenzie di vigilanza privata. I vigilanti dovranno garantire un presidio fisso nei punti critici, agendo come deterrente immediato e segnalando in tempo reale ogni anomalia alle autorità” ha aggiunto Belgiorno.

Anche Confcommercio Pistoia-Prato interviene sull’accaduto. “Si tratta di un fatto gravissimo quello accaduto nella notte tra l’11 e il 12 maggio in piazza Mercatale, a Prato, dove un giovane di 23 anni, dipendente di un locale della zona, è stato accoltellato da due uomini durante un tentativo di rapina ai danni suoi e della collega che era con lui, all’uscita dal lavoro – si legge in una nota dell’associazione -. Episodi come questo devono spingere tutti a una profonda riflessione sul tema della sicurezza e sulle tutele che devono essere garantite ai cittadini e ai lavoratori. È inammissibile dover temere per la propria incolumità al termine di una giornata di lavoro, a causa di malintenzionati che si sentono liberi di agire indisturbati, peraltro nel cuore della città e in orari che, seppur notturni, rappresentano la normale conclusione dell’attività lavorativa per chi opera nella ristorazione e nei pubblici esercizi del centro storico. Le attività del commercio, della ristorazione e dei pubblici esercizi rappresentano un importante presidio di sicurezza, vivibilità e legalità per il territorio e i loro lavoratori devono essere messi nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro e di terminare il turno senza paura. Garantire sicurezza significa tutelare non solo le persone, ma anche la qualità della vita urbana e il futuro delle nostre aziende. Per questi motivi torniamo a chiedere maggior presenza di forze dell’ordine per cittadini e imprese, per sostenere la qualità della vita e del lavoro in un centro storico dinamico come quello pratese che merita di essere vissuto in sicurezza” conclude Confcommercio.

“I fatti di Piazza Mercatale impongono una riflessione seria sull’approccio alla sicurezza urbana” così il candidato al Consiglio comunale di Forza Italia, Gabriele Agati, che interviene con una serie di proposte dopo l’aggressione subita da un ragazzo la notte tra l’11 e il 12 maggio in Piazza Mercatale. “Prato ha un problema di sicurezza e degrado urbano che non è più possibile considerare solo una percezione, come ci hanno fatto credere in questi anni. La materia è molto tecnica, e non ammette né improvvisazione né soluzioni facili a problemi complessi. L’ordinamento mette però a disposizione dei Comuni degli strumenti, che l’Amministrazione potrebbe attivare. Da qui, le proposte che, come candidato al Consiglio Comunale, mi sento in obbligo – oggi più che mai – di mettere sul piatto perché siano discusse, valutate e, dopo il voto, messe in atto. Le linee di intervento sono sostanzialmente tre. La prima, istituire delle “zone a sorveglianza speciale”, come permesso dal nuovo D.L. Sicurezza, convertito in Legge il 24 aprile scorso. Semplificando, è possibile allontanare da queste zone non solo i soggetti che commettono reati, ma anche quanti tengano “comportamenti violenti, minacciosi o insistentemente molesti, che impediscono la libera e piena fruibilità” delle zone. Insomma, prevenire un reato anziché stracciarsi, sempre troppo tardi, le vesti. Si tratterebbe di avviare una sperimentazione semestrale (prorogabile), intanto in Centro, ma con possibilità di estendere i confini di queste zone a sorveglianza speciale anche alle periferie. La seconda, rendere pienamente operativo il Protocollo “segnalazione di vicinato” siglato tra il Comune e la Prefettura lo scorso 23 aprile (che rappresenta un rinnovo di quello già sottoscritto nel 2019, ma mai attuato dalla Giunta Biffoni).
L’idea è quella di favorire il pattugliamento attivo da parte dei cittadini – che non ha niente a che vedere con le ronde, da deprecare – di modo che siano segnalate alle Forze dell’Ordine tutte le situazioni dubbie e che meritano l’intervento dell’autorità. Questo strumento consentirebbe un controllo ben più capillare, soprattutto in quelle zone – come le periferie – sulle quali l’azione dell’Amministrazione non si è mai fatta, per ragioni poco chiare, molto incisiva. Terzo, potenziare la “polizia di prossimità”, già esistente, con la creazione di punti di segnalazione (es., durante lo svolgimento dei mercati rionali), in modo da avvicinare l’Autorità al cittadino”.

“L’aggredito non ha girato la testa dall’altra parte. Ha scelto di difendere chi era con lui, a rischio della propria vita. È un gesto di coraggio civile che questa città non deve dimenticare” dichiara Roccangelo Tritto, candidato al Consiglio Comunale con la lista Casa Riformista, Orgoglio per Prato — per questo auspico che venga avviato formalmente l’iter per la concessione di una medaglia al valore civile. Il nodo della sicurezza a Prato è strutturale, non ideologico. Gli organici delle forze dell’ordine sono fermi a quando questa città contava sessantamila abitanti. Servono politiche strutturali con risorse stabili, investimenti certi e pluriennali, condivisi tra tutti i livelli istituzionali: Comune, Regione, Prefettura, Governo. Servono più agenti sul territorio, più prevenzione, più attenzione al disagio giovanile prima che degeneri in violenza. Prato non si rassegna alla paura. Ma per costruire una città davvero più sicura occorre smettere con gli slogan e lavorare con metodo, visione e risorse certe” conclude Tritto.

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