Il vigilante romeno Vasile Frumuzache, accusato degli omicidi delle connazionali Ana Maria Andrei e Maria Denisa Paun, la prima uccisa a Montecatini Terme (Pistoia) nell’agosto del 2024 e la seconda a Prato a maggio 2025, ha tentato l’evasione dal carcere di Sollicciano durante l’ora d’aria.

Lo riferisce il sindacato di polizia penitenziaria Osapp spiegando che sarebbe riuscito a scavalcare prima il muro dei passeggi e poi quello di cinta usando una corda rudimentale ricavata, pare, da lenzuola per scalare la parete. Il tentativo di fuga, spiega sempre Osapp, è stato sventato dall’unico agente penitenziario di pattuglia che in auto faceva il giro di ronda nel perimetro del carcere. Il detenuto è stato bloccato e riportato in cella.
Il 5 febbraio nell’aula bunker di Firenze è in programma la seconda udienza del processo a suo carico per l’omicidio delle due connazionali.
Secondo la ricostruzione del sindacato, se Frumuzache fosse riuscito a scavalcare completamente anche il secondo muro, poi avrebbe attraversato un tratto di terreno e avrebbe potuto raggiungere e superare l’alta recinzione metallica esterna, scappando nei campi intorno al carcere di Sollicciano. “Pieno apprezzamento per l’operato dell’agente di ronda che ha visto e bloccato il detenuto”, afferma in un comunicato il delegato nazionale del sindacato Osapp Canio Colangelo, che esprime inoltre “forti perplessità sulle capacità organizzative e sulla sicurezza della struttura che, anche in questo caso, ha dimostrato di essere una groviera. Ci si domanda infatti come ha potuto un detenuto che dovrebbe essere super sorvegliato per motivi di sicurezza e anche di incolumità – conclude -, rendersi autore di una tale azione”.
Il segretario nazionale del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) per la Toscana Francesco Oliviero ha espresso “apprezzamento e gratitudine” al personale di polizia penitenziaria per la professionalità e la prontezza dimostrate, sottolineando però le “gravi carenze strutturali” del carcere di Sollicciano e la cronica carenza di personale.
Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale del Sappe Donato Capece, che ha elogiato l’operato degli agenti: “È solo grazie alla loro professionalità se è stato possibile sventare una fuga che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime per la sicurezza di poliziotti, detenuti e cittadini”. Capece ha infine ribadito la necessità di investimenti strutturali, assunzioni e risorse adeguate per garantire la sicurezza negli istituti penitenziari.



