Con una conferenza stampa alla Camera dei Deputati è stata lanciata la campagna a tutela dell’Alternanza Democratica. L’iniziativa, sostenuta a livello nazionale da Radicali Italiani, ha tra i suoi promotori il consigliere comunale de L’Alternativa c’è Jonathan Targetti e muove i suoi passi da quanto accaduto a Prato dove Matteo Biffoni, già sindaco per due mandati, è stato rieletto a circa due anni di distanza dal termine della doppia consiliatura. In mezzo ci sono stati un anno di giunta Bugetti e un altro anno di commissariamento.
Secondo Targetti il solo anno di Bugetti da sindaca non è sufficiente per garantire la sostanziale interruzione di continuità. Per questo è stato presentato ricorso al Tribunale di Prato, con l’obiettivo dichiarato di portare la questione fino alla Corte Costituzionale.
Giova ricordare che l’articolo 51 del Tuel per i comuni sopra i 15mila abitanti specifica che allo scadere del secondo mandato un sindaco non è “immediatamente ricandidabile”. In soldoni, per un eventuale terzo bastano anche solo due giorni o serve almeno un mandato intero come sostengono i promotori del ricorso? E’ sul significato di questo avverbio temporale che si basa il ricorso, per chiedere che la giurisprudenza intervenga e faccia chiarezza su quello che per i promotori “si è palesato come un pericoloso vuoto normativo. Non per Prato, ma per l’intero Paese”.
“In 33 anni, anno dell’introduzione dell’elezione diretta dei sindaci, nessuno è tornato a fare il terzo mandato senza aspettare un pieno mandato interruttivo. C’è un vuoto normativo che intendiamo colmare con il nostro ricorso che non è in alcuna maniera una azione contro qualcuno ma una battaglia in difesa del principio dell’alternanza democratica. Il dottor Brenno Bianchi, che ha firmato il ricorso, rappresenta tutti quei cittadini pratesi e non solo che in queste settimane hanno sostenuto le nostre ragioni – ha detto Targetti –
La nostra è una battaglia in difesa di un principio fondamentale sul quale si poggia la nostra democrazia. E siamo fermamente convinti che il Biffoni Ter tradisca in pieno la ratio del legislatore che interviene, sia con il Tuel che con numerose sentenze recenti, per evitare che soggettivizzazione del potere attorno ad una persona, clientelismo e sistemi di potere locali incrostati impediscano il necessario ricambio ai vertici delle amministrazioni locali.
Pensiamo che il solo anno di Bugetti non sia da sufficiente per garantire la sostanziale interruzione prevista dalle norme. Biffoni infatti si ritrova i suoi progetti da finire, una squadra fatta per lo più con elementi che arrivano dalle due due giunte passate, una maggioranza consiliare composta da diversi elementi provenienti dalle scorse legislature e persino un quadro di dirigenti e funzionari che certifica una netta continuità”.
“Vista l’estrema gravità del caso e la sua importanza per la tenuta della democrazia negli enti locali, confido che la questione venga quantomeno sottoposta al sindacato della Corte Costituzionale” ha aggiunto Brenno Bianchi, il cittadino firmatario del ricorso.
“L’anno della consiliatura di Bugetti non è un intervallo di tempo sufficiente a interrompere la continuità dei tre mandati di Biffoni secondo una interpretazione costituzionalmente orientata. L’azione popolare è volta a rappresentare la necessità che l’interruzione sia effettiva e quantomeno pari al mandato o, in subordine, alla durata di 2 anni, 6 mesi e un giorno come indicato nel Tuel” ha concluso l’avvocato Franco Bruno Campagni – che ha curato il ricorso – riferendosi sempre all’articolo 51, per il quale “è consentito un terzo mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie”.





