“No a una Chiesa del silenzio”, in particolare “no ai cristiani del silenzio”. Incontrando il Consiglio regionale del Movimento Cristiano Lavoratori riunito a Prato, al locale circolo di Cafaggio, il vescovo Giovanni Nerbini è tornato sul ruolo e l’impegno dei cattolici in politica. Ancora una volta l’invito è a non nascondersi, a non essere “camaleonti”, e a far sentire la propria voce e a testimoniare il riferimento del proprio agire alla dottrina sociale della Chiesa, senza aspettare o auspicare l’intervento dei Vescovi.
Monsignor Nerbini è intervenuto presentando il documento dei vescovi toscani, intitolato “Proposte di interventi su lavoro, ambiente e welfare”. Un testo, elaborato dai laici dell’Ufficio regionale per la Pastorale sociale, nel quale si chiede alla Toscana di rimettere al centro la dignità della persona, il valore del lavoro e la custodia del creato.
E sull’importanza di un lavoro sicuro, tutelato e degno hanno fatto riferimento il segretario della Cisl Fabio Franchi, Maurizio Mancianti di Ucid, il direttore di Toscana Oggi Simone Pitossi e il presidente regionale di Mcl Pierandrea Vanni, che ha citato gli ultimi e preoccupanti dati dell’osservatorio nazionale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.




