E’ un vero e proprio grido di allarme quello che arriva dalle società sportive pratesi, firmatarie di due distinte note indirizzate al Commissario Straordinario del Comune di Prato e al Presidente della Regione Toscana, a seguito delle recenti chiusure di impianti sportivi comunali (l’ultima quella relativa al campo sportivo “Carbo silta” del Paperino San Giorgio).
Le società esprimono una forte e condivisa preoccupazione per una situazione che sta generando incertezza e disorientamento sull’intero territorio, con ricadute immediate sulle attività sportive e sulle comunità che ne usufruiscono.
Nel ribadire la centralità imprescindibile della sicurezza e della tutela della salute degli utenti, le società sottolineano come le criticità emerse siano in larga parte strutturali, diffuse e stratificatesi nel tempo, riguardando pressoché la totalità dell’impiantistica sportiva di base. Una situazione complessa che non può essere affrontata in modo estemporaneo o esclusivamente repressivo, ma richiede tempo, risorse e una visione condivisa.
In questo quadro, viene espresso apprezzamento per l’iniziativa del Commissario Straordinario volta all’istituzione di un gruppo di monitoraggio degli impianti sportivi, ritenuto uno strumento utile per una valutazione sistematica delle criticità e per avviare un percorso di progressiva messa in sicurezza e riqualificazione delle strutture.
Le società evidenziano tuttavia che il rischio oggi non riguarda il singolo impianto o il singolo provvedimento, ma la tenuta complessiva dell’intero sistema sportivo cittadino. Un approccio non graduale, non accompagnato da una chiara prospettiva di intervento, potrebbe determinare la chiusura definitiva di più società sportive, con effetti a catena difficilmente reversibili.
Le conseguenze sarebbero particolarmente gravi: la sospensione delle attività per migliaia di ragazze e ragazzi, l’indebolimento di un presidio educativo e sociale fondamentale e la perdita di un patrimonio associativo che da decenni garantisce sport, inclusione e coesione sociale sul territorio.
Per queste ragioni, le società chiedono con forza: la tempestiva riapertura degli impianti attualmente inibiti, ove possibile; l’individuazione di criteri e modalità operative condivise che evitino il ripetersi di ulteriori chiusure; l’istituzione di un tavolo tecnico–istituzionale permanente, quale sede stabile di confronto, monitoraggio e coordinamento tra istituzioni e mondo sportivo.
Le società firmatarie confermano infine la piena disponibilità a collaborare attivamente, mettendo a disposizione esperienza, competenze e senso di responsabilità, nella convinzione che solo un’azione condivisa, graduale e sostenibile possa garantire insieme sicurezza degli impianti e continuità dello sport di base.



