A pochi giorni dal voto, il tema degli impianti sportivi cittadini è ovviamente terreno di scontro politico. «Mai ci saremmo aspettati che lo fosse come a Prato, per dimensioni, per quanto abbiamo perduto a ogni livello dal 2014 a oggi, per il fatto che ci volesse un commissario, che ha compiti ben precisi, per rimediare alle più elementari mancanze di buona e semplice amministrazione del centrosinistra». Lo dicono David Carlesi, segretario provinciale della Lega, e Letizia Faggi, responsabile dello sport nonché segretaria comunale.
«La cifra della variazione di bilancio parla da sola – dicono – solo nell’ultima manovra commissariale ci sono 570mila euro per la manutenzione straordinaria degli impianti sportivi, che si aggiungono ai 200mila già stanziati a marzo, più 300mila per l’adeguamento elettrico di quattro campi ritenuti prioritari, 400mila per l’antincendio e l’accessibilità dello Scirea, 150mila per il Galleni, 550mila per il pattinodromo, 120mila per chiudere finalmente il Palazzetto di San Paolo. E sono solo alcuni esempi, della quale la gestione commissariale a dovuto farsi carico. Ora serve un cambio di passo politico, però. Perché il Commissario può riparare ma spetta alla politica, quella che è mancata o è stata fatta solo a paroloni, voli pindarici e status quo, che può disegnare il futuro. Futuro che non può essere l’usato Biffoni».
Entrambi i segretari della Lega rivendicano la conoscenza discreta e diretta del mondo sportivo: «Sono anni che dirigenti, allenatori, genitori segnalano problemi di sicurezza, di funzionalità, di accessibilità. La verità è che il PD ha governato Prato considerando lo sport una voce di spesa da comprimere, se non serve a farsi belli, e un ambito di propaganda buono per le foto-opportunity e per le inaugurazioni, mai un investimento strategico per la salute pubblica, per la coesione sociale, per i giovani. È servito un Commissario prefettizio per istituire una task force ad hoc, fare la ricognizione che il Comune non aveva mai fatto sul serio e iniziare finalmente a programmare gli interventi. È una bocciatura senza appello».
Tutto quello che è successo, che non è stato fatto o è stato fatto male ha anche un simbolo preciso. I segretari della Lega si riferiscono all’inchiesta che ha portato alle dimissioni della sindaca Ilaria Bugetti, indagata insieme all’imprenditore Riccardo Matteini Bresci e per la quale la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio. «Pur di riflesso, che dimostra quanto gli impianti siano stati considerati dal PD, al centro dell’inchiesta c’è proprio uno spazio sportivo: l’ex campo Memorino Messolì, un bene del Comune, che secondo l’accusa sarebbe stato trasformato nel deposito delle terre di scavo della fognatura industriale per favorire interessi privati. Un campo sportivo con forte vocazione sociale, usato come discarica: vogliamo trovare una metafora più eloquente di come questa classe dirigente abbia trattato lo sport pratese?».
Da qui l’attacco al candidato del campo largo, Matteo Biffoni: «Tralasciamo il fatto che, nei troppi anni in cui ha gestito la città, abbiamo perso squadre e gare professionistiche, piccole e grandi storie sporditve. Il PD, primo di alternative, ripropone come candidato sindaco l’uomo che ha governato questa città per dieci anni consecutivi. Vorremmo capire da Biffoni: dov’era lui quando il Galleni, lo Scirea, il Montano scivolavano in queste condizioni? Dov’era quando l’amministrazione che lui ha consegnato alla sua erede politica si avvitava nei dintorni del dimenticato – scusate il gioco delle parole – Memorino? Non ci si può candidare oggi come uomo del cambiamento dopo essere stati per un decennio l’incarnazione del problema».





