La Dda di Firenze ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini relative all’inchiesta per corruzione che ha coinvolto la sindaca di Prato Ilaria Bugetti, del Pd, e l’industriale tessile considerato suo riferimento e sostenitore politico Riccardo Matteini Bresci. A seguito dell’inchiesta, nel giugno 2025, Bugetti decise di dimettersi, nei giorni in cui il gip era chiamato a valutare l’applicazione degli arresti domiciliari chiesti dagli inquirenti. Alla caduta della giunta è seguito il commissariamento del Comune, tuttora in corso.
Assieme a Bugetti e Matteini Bresci, gli avvisi di conclusione indagini sono stati recapitati ad altri 2 indagati: il presidente del consorzio Progetto Acqua Alessio Bitozzi, ed Enrico Claudio Cini.
Al primo è contestato di aver concorso nel reato, facendo pressioni per conto di Matteini Bresci, anche nel periodo in cui l’imprenditore era finito ai domiciliari, per realizzare in Val di Bisenzio il collegamento con l’impianto del Fabbro utile allo scarico dei reflui industriali e per la concessione di un terreno comunale a Prato su cui riversare le terre di scavo derivanti dai lavori della fognatura industriale.
Enrico Claudio Cini è invece finito nell’inchiesta in qualità di amministratore di una società di brokeraggio assicurativo, ricondotta alla galassia imprenditoriale di Matteini Bresci, il quale secondo la ricostruzione degli inquirenti ne era presidente nel 2016 quando Ilaria Bugetti fu assunta part time, rapporto di lavoro mantenuto fino all’elezione a sindaca, quando si è messa in aspettativa.
All’ex sindaca, la Dda muove un’ulteriore contestazione: quella di truffa, per aver fruito della cassa integrazione Covid due mesi, per un totale di circa 345 euro.
Secondo i pm della Dda fiorentina, Lorenzo Gestri, Antonino Nastasi e Lorenzo Boscagli, Bugetti era la figura di riferimento di Matteini Bresci nelle istituzioni il quale, intercettato, la definiva alla stregua di uno strumento a sua disposizione. Adesso gli indagati potranno prendere visione degli atti di indagine a loro carico ed avranno 20 giorni per chiedere di essere interrogati, produrre documenti, memorie e fonti di prova.





